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HOME > Articoli e notizie:Il paradosso della cultura a Gorizia: la città legge, ma le librerie chiudono

Il paradosso della cultura a Gorizia: la città legge, ma le librerie chiudono

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Il libro, uno degli oggetti più belli di sempre. In qualsiasi forma, qualsiasi colore, quando ci capita un libro tra le mani quasi automaticamente lo sfogliamo, passiamo le dita sui bordi, guardiamo la copertina. Cerchiamo tra le pagine una storia, delle riflessioni, noi stessi. Quest’ultimo punto lo trovo fondamentale e umanamente affascinante. Leggiamo nelle parole scritte da altri quello che noi abbiamo bisogno di sentire, quello che siamo, quello che proviamo.
 
Non abbiamo più il tempo e la voglia di dedicarci a un’attività lenta come alla lettura, quindi scegliamo altre distrazioni, altre forme di intrattenimento

Ma può essere che in un mondo così complesso, in una società così fragile, abbiamo smesso di capirci? Può essere che questo si rifletta sulla lettura? Non riusciamo a trovare noi stessi nella realtà quotidiana, figuriamoci in un libro. Non abbiamo più il tempo e la voglia di dedicarci a un’attività lenta come alla lettura, quindi scegliamo altre distrazioni, altre forme di intrattenimento.

LE LIBRERIE DI OGGI E DI IERI
A confermare questa tendenza sono i numeri. Dai dati forniti dalla Camera di Commercio si può notare che nel 2010 le attività che vendevano libri, nel solo comune di Gorizia, erano 14. Nel 2025 le attività registrate nella categoria «librerie» sono 5: Ubik, Leg, Faidutti, Voltapagina e Libreria Cattolica/ Katoliška knjigarna. Da questi presupposti è iniziato il nostro approfondimento dedicato alle librerie del centro città, alle quali ho aggiunto anche il negozio di libri dell’usato in via delle Monache.
 
Un’attività essenziale è stata la consegna a domicilio dei libri che i librai si sono presi personalmente a carico

Con la consapevolezza che la questione è più complessa di quanto appare, indagare la «salute» delle librerie di Gorizia ha fatto emergere tante riflessioni. Partendo dalla domanda «Da 14 a 5 librerie: per lei è impoverimento culturale?» sono seguite risposte diverse: dal pensiero della «lettura come scelta» di Daniela Modula, che dal 1994 gestisce il negozio di libri usati in via delle Monache, al problema dell'inclusione delle librerie nel tessuto cittadino, ovvero la riflessione di Paolo Bonnes, titolare di Voltapagina.
 
I ricordi sulle «librerie cadute» in questi anni sono un po’ confusi: una volta c’era una libreria universitaria, all’inizio del Corso aveva sede un punto Mondadori, poi c’era una piccola libreria storica in centro, di cui non viene più in mente il nome… Fossilizzate nella memoria collettiva sono le librerie Antonini, con la sua sede in via Mazzini e quella in Corso, e la libreria Equilibri del poeta Giovanni Fierro, che continua a partecipare a dibattiti culturali di Gorizia e dintorni.
 
Se l’epilogo delle Antonini, prima nel 2014 e poi nel 2021, è stato segnato da problemi familiari e un’eredità incerta, altre librerie non sono state al passo coi tempi: «Non hanno saputo svecchiarsi» hanno detto i librai di Ubik. In un mercato dell’editoria in cambiamento - ora per alcuni entrato in crisi - è fondamentale saper accogliere le nuove esigenze dei clienti e, appunto, del mercato. La Libreria del Centro in via Codelli ha abbassato le saracinesche nel 2015, dopo 9 anni di attività, confidando le difficoltà economiche di fronte a nuove librerie più commerciali, come Giunti al Tiare. L'attività è stata messa in vendita nel 2014, ma non aveva ricevuto offerte. L'ex proprietario, Iginio Pastrello, si è spento improvvisamente l'anno dopo. Era libraio di numerose attività, tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, da più di 50 anni.

Pensare di «campare solo di libri» è anacronistico; tutti concordano nel dire che il commercio dei libri è cambiato con Amazon, Kindle, gli audiolibri… Non a caso nelle librerie si possono trovare anche cartoleria, come da Ubik e dalla Libreria Cattolica, e oggettistica artigianale, nel caso di Voltapagina.
 
Il mercato online di libri rimane comunque un punto critico, la spada di Damocle delle librerie fisiche. La tendenza più recente sembra essere quella di sostituire le librerie con il carrello di Amazon, e i consigli del libraio con i sistemi logaritmici, come «hai acquistato questo libro: altri utenti hanno letto quest’altro…». Così hanno chiuso tante attività che vivevano di scolastica. Il sistema funziona, perché pratico, veloce, alcune volte più economico. Ma è essenzialmente meno umano.
 
Se 15 anni fa  a Gorizia c’erano molte più librerie non bisogna cercare un unico colpevole, ma tenere in considerazione che il mondo è semplicemente cambiato

Se 15 anni fa a Gorizia c’erano molte più librerie non bisogna cercare un unico colpevole, ma tenere in considerazione che il mondo è semplicemente cambiato, nel bene e nel male. Anche il periodo del Covid, nella sua profonda assurdità, ha visto nascere un nuovo rapporto libraio-cliente che si è sviluppato dietro lo schermo, nel comfort delle nostre case con la vita vera messa in pausa, tra un club del libro online e l’altro. Un’attività essenziale è stata la consegna a domicilio dei libri che i librai si sono presi personalmente a carico.

 
«L’IMPERIO DI CARTA» GORIZIANO
I cataloghi (l’insieme dei libri disponibili nei negozi) variano da libreria a libreria. Un lettore di saggistica storica sa che avrà più scelta da Leg; un genitore che deve regalare un racconto a suo figlio piccolo sa che deve andare da Faidutti; chi è interessato alla cultura del territorio si farà consigliare da Paolo di Voltapagina, mentre le ultime uscite più popolari trovano casa da Ubik. E ancora, chi deve prendere quel preciso libro scolastico andrà dalla Libreria Cattolica, mentre chi vuole lasciare la scelta della prossima lettura al caso andrà a spulciare tra i muri di libri usati in via delle Monache.
 
Poi, per «mantenere in salute» questo mestiere non può mancare l’amore vero e puro per i libri, le loro storie, il piccolo mondo che si crea tra le pagine. Il titolare-libraio-commesso di Voltapagina, Paolo Bonnes, ha deciso nel 2003 di cambiare vita, lasciando un lavoro che non lo emozionava più, per dedicarsi ai libri insieme alla moglie Giovanna. Nata come spazio per titoli poco conosciuti, Voltapagina è diventata una libreria generalista, perché, come dice il titolare: «ho capito che i clienti cercavano il libro appena uscito». Nonostante questo, la volontà, come ormai si potrà intuire, è quella di caratterizzarsi offrendo una vetrina di libri che parlano del territorio, al territorio.
 
La stessa passione per i libri si trova in quell’angolo di via delle Monache, dove Daniela Modula, tra i «muri di carta», consiglia ogni tipo di libro. Da lei ci si può prendere del tempo per passare in rassegna i libri impilati da tutte le parti; si entra avendo in mente l’idea di ciò che si vuole leggere, non il titolo preciso di un volume. Daniela gestisce da sola la libreria, ha ereditato il negozio dal nonno Ettore Modula, di cui parla con grande dolcezza: qui si comprano e si vendono libri usati dal 1953. Il futuro di questa casa dei libri però è incerto, perché per il momento non c’è nessuno a cui lasciare l’attività.
 
Marco Pellegrini, librario di Faidutti dal 2008, sostiene infatti che un’attività come la libreria dovrebbe specializzarsi, essere vicino alla comunità, scegliere un genere di riferimento e avere spirito di iniziativa. Difatti, da generazioni la libreria Faidutti è conosciuta per il suo reparto per bambini e ragazzi, un po’ meno per le letture religiose - «mercato in calo» dice Pellegrini.
 
Le «regole per avere il successo» dovremmo chiederle ai gestori della Libreria Cattolica/Katoliška knjigarna, che festeggia quest’anno 115 anni di attività ininterrotta. «Abbiamo sempre avuto voglia di fare» racconta il titolare Marjan Vogric, mentre spiega le peculiarità di questo angolo di piazza Vittoria. Chi conosce la libreria (non è scontato) sa che non si entra in un mondo di soli libri, anzi. Il posto è conosciuto per l’ampia sezione di cartoleria e per il servizio di scolastica italiana e slovena. Arriva poi la sezione narrativa, sempre in entrambe le lingue. A segnare la longevità dell’attività - oltre ai contributi pubblici versati nel 2023 e 2024, che stando a quanto riportato sul sito raggiungono un totale di 347.956 euro - sono l’unicità sul territorio dei servizi offerti e un rapporto intimo con la città e la sua quotidianità. Ancora una volta, la parola chiave è «diversificazione».
 
Ad avvicinare i giovani alla lettura è più di tutti Ubik, con la sua sezione di narrativa fantasy e romcom per ragazzi, anche se in realtà hanno un po' di tutto. Aiuta soprattutto l’attività di promozione sui social - il profilo Instagram conta quasi 600 followers - con cui i librai sono i primi a divertirsi. Ovviamente questa libreria gode della fama di una catena sparsa in tutta Italia, che porta vantaggi concreti anche ai clienti, come la tessera per accumulare punti e sconti. Nel 2018 Ubik ha festeggiato i dieci anni di attività invitando in città tre grandi autori, Paolo Giordano, Andrea Vitali e Valentina D’Urbano. Qui arrivano le prime storture con il Comune: «Ci hanno proposto di organizzare delle presentazioni, ma quando abbiamo chiesto degli spazi migliori, hanno incominciato a non rispondere. Anche per altre proposte, ad esempio una collaborazione con Faidutti, il Comune non ci ha dato niente».
 
LEG segue le pieghe della Storia - e del mercato. Sopra la vetrina della storica Libreria Editrice Goriziana compare il simbolo dei Mondadori Bookstore: ha aperto così, a giugno di quest'anno, la seconda libreria in franchising della città. «Grazie all’affiliazione con Mondadori Store, la libreria – ha spiegato il dottor Ossola – si apre a un’offerta anche internazionale, andando incontro alle esigenze di turisti». Nonostante le librerie indipendenti possano costruire cataloghi più particolari, anche le catene di negozi si specializzano sulla base dei gusti della città. Non si intende un reparto dedicato alle guide turistiche di Gorizia e il Carso, ai libri sulla storia e alle curiosità del territorio, ma interi scaffali che si costruiscono sugli eventi della città. Ad esempio Leg «ha rinforzato» la sezione dedicata a Warhol in concomitanza alla mostra, ha ordinato altri libri su Ungaretti in occasione degli eventi a lui dedicati. D’altronde, il singolo libraio che vive ogni giorno i lettori sa sempre quali libri andranno in tendenza a Gorizia, «l’alto direttivo» delle grandi catene no.
 
 

LE NEO LIBRERIE: GLI SPAZI DEDICATI AI LIBRI CON LE VETRINE ANCORA DA SCOPRIRE
 
Tra chi chiude e chi rimane aperto per reinventarsi, ci sono anche realtà che nascono

Tra chi chiude e chi rimane aperto per reinventarsi, ci sono anche realtà che nascono. Si sono costruiti la propria strada nel mondo dell’editoria lo Studiofaganel e Qudu libri, due attività che confermano la voglia di novità. Stiamo parlando di due case editrici indipendenti che sono arrivate in città negli ultimi anni e che, per loro volontà, non sono esclusivamente legate a Gorizia.
 
Studiofaganel si trova in viale XXIV maggio e dalle sue vetrine si possono scorgere le mostre artistiche che la coppia Sara Occhipinti e Marco Faganel ospita e cura. Lo spazio appartiene alla famiglia Faganel dal 1975: allora era un negozio di antiquariato. Nel 2011 Marco e Sara decidono di battezzare lo spazio come galleria d’arte specializzata in fotografia contemporanea (sono entrambi fotografi); ad oggi sono conosciuti anche per l’attività di realizzazione di cornici. La svolta come casa editrice arriva nel 2018: ecco che lo spazio si trasforma in una libreria, e i due sposi diventano galleristi, artigiani, fotografi, editori e librai. Con un catalogo che supera i mille libri, studiofaganel ha pubblicato 42 libri, il tutto sulla fotografia. Questa attività nasce da una necessità: lasciare che della mostra, anche alla fine del suo allestimento, rimanga qualcosa di concreto tra le pagine di un libro, il supporto tangibile di quell’idea che ha dato vita alle foto.
 
«Questo spazio poteva nascere ovunque - spiega Marco Faganel - a Gorizia una specializzazione del genere non c’era, ma noi comunque guardiamo un po’ fuori dalla città, dalla regione e fuori dall’Italia». Infatti se non cercate un posto del genere, non lo trovate: «C’è stata per questo Go! 2025 la speranza di vedere qualche turista in più - ha detto Faganel - ma, trovandoci in una zona poco frequentata, ho visto solo una decina di turisti in un anno».
 
Il 14 giugno 2025 invece ha fatto capolino in piazza Vittoria, di fronte al Kinemax, un altro spazio dedicato ai libri (ma non solo): Stanza Qudu, gestita da un’altra coppia di sposi, Simone Cuva e Patrizia Dughero. Prima di entrare nello spazio si può vedere, in basso a sinistra, una targa un po’ rovinata che indica l’importanza storica e simbolica di questo edificio per Gorizia: è la casa in cui visse e morì il giovane filosofo Carlo Michelstaedter. Allora quale spazio migliore per aprire un luogo di dialogo, un centro culturale, un punto di incontro e socialità (quest’ultima è una spina nel fianco per la pacata Gorizia). Perché Stanza Qudu tecnicamente non è una libreria: «Nasce come spazio espositivo per i libri della nostra casa editrice Qudu - spiega Simone Cuva - poi sono arrivate anche altre proposte».
 
Lo spazio organizza molte presentazioni di libri, un’attività che a Gorizia si sente poco, come dice Patrizia Dughero: «Vogliamo dare la possibilità alle persone di parlare di libri, aprendo un dialogo con l’autore, ma anche altri lettori. Mi piacerebbe che da questa porta entrassero non solo turisti, ma tutti coloro che cercano un momento di socialità, che la cultura offre universalmente».
 
Lui marchigiano, lei cormonese, si incontrarono a Bologna mentre studiavano all’Università. Decidono di diventare editori alla fine del 2012, un po’ perché Simone «non si vedeva a fare nulla se non lavorare tra i libri», un po’ perché vogliono lasciare un segno e lanciare un messaggio. Qudu offre una divulgazione su tutti i generi letterari, lavora molto con le traduzioni dal francese, spagnolo, sloveno e la linea editoriale è impostata su temi socialmente importanti, come la tutela dei diritti dell’individuo.
 
 
IL TRIANGOLO GO!2025 - COMUNE – LIBRERIE
E per quanto riguarda le librerie come parte del tessuto cittadino? Innegabile è il contatto con i clienti, ma del resto? La chiusura di circa 6/7 librerie in 15 anni passa in secondo piano. Nel biennio 2020/2021 e nel 2025 Gorizia ha ricevuto dal Ministero della Cultura il titolo di «Città che legge» - mi rassicurano gli assessori comunali con i quali ho parlato, Patrizia Artico, Fabrizio Oreti e Luca Cagliari - ovvero un riconoscimento che permette alla città di partecipare a un Bando e ricevere finanziamenti per iniziative culturali di promozione alla lettura. Vengono poi citati gli eventi specializzati, come il progetto Book Loop, Librilliamo, Bookweek… Qualche libraio ha detto che a Gorizia manca un festival generalista sul libro: l’assessore Oreti vorrebbe puntare su èStoria che, benché settoriale, è ben finanziato dal Comune (71.577 euro nel 2024) e gode di fama nazionale.
 
Poi, quando riporto che alcune librerie si sono sentite escluse dal programma di Go! 2025, al Comune non risulta. Viene fatto presente che sono state indette numerose riunioni con gli imprenditori e c’è sempre stata la volontà di coinvolgere l’intero comparto cittadino, senza distinzione tra librerie, strutture ricettive, bar e ristoranti… La libreria Faidutti, ad esempio, non ha notato questa esclusione perché ha messo al primo posto il dialogo con il Comune e la volontà di mettere in gioco l’attività. Rimangono però altre voci, e qualcuno mi ha detto che «Go! 2025 non ha portato altro che turisti», oppure che la «comunicazione a volte è stata molto frammentata». Certo, la cultura non si trova solo stando chini tra le pagine dei libri, ma non ci sembra che Gorizia abbia perso molto per strada? «Non c’è concorrenza» sento dire ogni tanto: buoni affari per chi c’è, alla fine la perdita è "solo" di capitale umano.
 
Insomma, questo è l'equilibrio che si è creato a Gorizia e che emerge dall’evoluzione del panorama librario che ha premiato chi ha saputo comprendere la realtà e si è adattato ai cambiamenti. A Gorizia rimane solo chi decide di ascoltarla e di viverla.◼
 
Daniela Modula

Marco Pellegrini


Marjan Vogric


Stefano Barletta (Ubik)


Sara Occhipinti e Marco Faganel

Simone Cuva e Patrizia Dughero
data di pubblicazione: 31-01-2026
autore: Aurora Cauter | fonte: Nuova Iniziativa Isontina n.95/96 | tema: PRIMO PIANO
tag redazionali
Amazon Andrea Vitali Andy Warhol Aurora Cauter Camera di Commercio Carlo Michelstaedter case editrici indipendenti Città che legge commercio locale crisi librerie cultura del territorio Daniela Modula dottor Ossola editoria Fabrizio Oreti Giovanni Fierro GO! 2025 Gorizia Iginio Pastrello lettura librerie librerie indipendenti Luca Cagliari Marco Faganel Marco Pellegrini Marjan Vogric Paolo Bonnes Paolo Giordano Patrizia Artico Patrizia Dughero promozione della lettura Sara Occhipinti Simone Cuva Ungaretti Valentina D’Urbano èStoria
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