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HOME > Articoli e notizie:I cattolici di Nova Gorica cercano un proprio spazio

I cattolici di Nova Gorica cercano un proprio spazio

Speranze e attese per il 2025 - intervista di Ivan Bianchi

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La concattedrale di Nova Gorica. Foto Ivan Bianchi
La concattedrale di Nova Gorica. Foto Ivan Bianchi
La Chiesa di Nova Gorica, intesa come comunità, è ben recente: la concattedrale dedicata a Cristo Redentore, l’11 dicembre, ha compiuto solo quarant'anni di presenza all'interno del tessuto sociale della città, seppur la vicina Salcano abbia una storia ecclesiastica ben più lunga della stessa Gorizia. Ma un ruolo è ancora da ricercare e trovare, soprattutto in vista dell'appuntamento del 2025. Abbiamo incontrato don Bogdan Vidmar, vicario episcopale per la Capitale europea della cultura 2025, per cercare di capire non solo quale spazio abbia il mondo culturale cattolico sloveno in tutto il progetto ma anche come avvicinarsi a Gorizia.
 
Quale significato ha l’appuntamento di Go2025 per la diocesi di Koper-Capodistria?
Il vescovo di Capodistria Jurij Bizjak vuole che i cattolici partecipino a questo progetto. Ha fondato il comitato della Chiesa goriziana (il riferimento è alla regione oltreconfine – Goriška, n.d.T.) per la Capitale Europea della cultura 2025 (GCO EPK 2025), che sta lavorando sulla preparazione di progetti a testimonianza della presenza della cultura cristiana in questo territorio. Il comitato per la Capitale collabora anche con un comitato simile dell'arcidiocesi goriziana. Penso che la designazione di Nova Gorica e Gorica come Capitale europea della cultura abbia incoraggiato anche noi cattolici a iniziare a pensare più profondamente alla cultura cristiana nel passato e alla sua presenza nel presente.
 
Quale ruolo ha il mondo culturale cattolico all’interno di Nova Gorica?
La fede cristiana influenza la cultura nel senso più ampio del termine. Non solo l'architettura delle chiese, la pittura e la musica e altri tipi di arte, ma anche i rapporti tra le persone, il rapporto con la natura, il rapporto con la morte. A questo proposito mi interrogo sul nostro concetto di "cultura europea" e di "Europa". Penso che i valori europei di oggi siano lontani dai valori cristiani. Quindi cosa significa la capitale europea della cultura? L’arcivescovo di Gorizia Redaelli ha posto una domanda interessante riguardo la designazione: Capitale europea della cultura o Capitale della cultura europea? Se parliamo della Capitale europea della cultura, il termine "cultura" non è definito: può essere cultura africana, cultura americana, cultura globalista, cultura satanica, cultura della cancellazione. Ma temo che non ci sarebbe alcuna differenza significativa se venisse adottato il termine Capitale della cultura europea, perché le suddette "culture" hanno invaso anche l'Europa.
 
Quanto è presente la cultura cristiana a Nova Gorica?
È presente, ma penso che noi cristiani siamo in minoranza. Ma questa non è nemmeno la cosa più importante. La questione essenziale è quanti di noi, tra quelli che ci consideriamo cattolici, siamo veramente cattolici? Quanto siamo consapevoli della presenza di Dio, dell'aiuto degli angeli e dei santi? Nova Gorica è circondata da chiese dedicate alla Madre di Dio, con tutti e tre gli arcangeli e tanti santi che sono i protettori della città. Al centro della città sorge la concattedrale di Cristo Salvatore. Cosa vogliamo di più! Purtroppo anche i cristiani spesso e in molti ambiti viviamo come pagani, seguiamo la cultura dominante, che viene promossa dai media tradizionali, non ci interessiamo per tutto quanto di cui sopra e nemmeno lo apprezziamo.
 
Nova Gorica è nata dopo la seconda guerra mondiale, durante il periodo del comunismo. I primi cittadini dell'allora nuova città provenivano da ogni dove. Nei fine settimana tornavano ai loro paesi, di modo che non si è creata una forte comunità cristiana. Oggi viviamo in un'epoca di individualismo, di dipendenza da vari schermi. Spesso gli stessi parrocchiani dicono che Nova Gorica è una «città senz'anima». Non sono del tutto d'accordo. Ci sono parrocchie intorno a Nova Gorica che hanno un'identità più forte, ma purtroppo le chiese si stanno svuotando ovunque. La popolazione è in calo, molte famiglie e individui non vogliono avere alcun contatto con la Chiesa, noi sacerdoti siamo spesso tristi e depressi. Questo non va bene.
 
Cosa si sta preparando da parte della diocesi di Koper – Capodistria per la Capitale?
Il vescovo Jurij ha incoraggiato in particolare il monastero francescano di Sveta Gora (Monte Santo), il monastero francescano di Kostanjevica (Castagnevizza) e la parrocchia di Nova Gorica a impegnarci e partecipare agli eventi della Capitale europea della cultura. In tutti e tre i luoghi ci sono possibilità per vari eventi e progettualità. Oltre a ciò che stiamo già facendo (liturgia, mostre, concerti, conferenze.) stiamo lavorando per riqualificare i percorsi di pellegrinaggio (sul Monte Santo, in Via Cappella.). Stiamo inoltre ragionando su uno spazio commemorativo per la veggente Urška Ferligoj, su un archivio della Chiesa di Nova Gorica, su un ripensamento del traffico verso il Monte Santo, su uno spettacolo teatrale con un messaggio cristiano. Alcuni progetti non sembrano trovare terreno fertile, altri sono fattibili. Sono convinto che già il nostro pianificare e cercare soluzioni sia importante. Anche la nostra decisione di intraprendere la cooperazione transfrontaliera con i cristiani dall'altra parte del confine è importante, poiché riguarda le nostre relazioni, la conoscenza reciproca e l'arricchimento. Da questo punto di vista per i cattolici di entrambi i lati del confine la Capitale europea della cultura è una grande benedizione.
 
Ha citato uno spazio commemorativo per la veggente del Monte Santo Urška Ferligoj. Cosa si sa di lei e quale può essere il suo ruolo all'interno della Capitale?
Sembra che qualcosa su di lei si possa trovare nell'archivio di Udine. Forse sono stati conservati i verbali degli interrogatori, forse alcuni resoconti degli eventi sul Monte Santo. La Madre di Dio apparve a Urška Ferligoj, che era una semplice pastorella. Già questo è significativo. Dio ama ogni persona, si rivela alla gente semplice, a chiunque, anche ai più grandi delinquenti, ai peccatori, a chi si dichiara ateo. Come sottolinea Papa Francesco, noi cristiani siamo chiamati a portare la buona novella a tutte le persone del presente. Da questo punto di vista Urška Ferligoj può essere un'icona di questa nostra decisione. Personalmente però dubito che alcune delle nostre risposte a domande sicuramente corrette siano giuste. Come aiutare davvero una persona che è diventata vittima delle ideologie moderne? I corsi di primo soccorso insegnano anche come agire per non arrecare ulteriori danni alla vittima. Dovremmo parlare molto di più di questi problemi. E della prevenzione. All'Università Pontificia Salesiana di Roma ho conosciuto l'educazione preventiva predicata da san Don Bosco. In fin dei conti arriviamo alla questione della dignità della persona umana, che oggi è svalutata. A Dio e alla Madre di Dio sicuramente non piace e sono tristi se dimentichiamo Urška Ferligoj e le "Urške" di oggi. La svalutazione dell'uomo significa che non abbiamo ancora compreso il Vangelo. Propongo di raccomandarci a Urška Ferligoj, perché interceda per noi nell'eternità e ci aiuti a non lasciarci trascinare dall'«Uomo del Diluvio», come accadde a Urška nella poesia di Prešeren.
 
Ci sono punti - sia fisici che culturali - d’incontro tra le diocesi di Gorizia e Nova Gorica?
I due comitati si sono incontrati più volte e hanno discusso la possibilità di una cooperazione transfrontaliera. Abbiamo già organizzato alcuni eventi insieme: gite in bicicletta, pellegrinaggio sul Monte Santo. Stiamo organizzando insieme alcuni progetti transfrontalieri. Ad esempio il sentiero per il Monte Santo inizierebbe a Gorizia, attraverserebbe Piazza Transalpina / Trg Evrope, arriverebbe alla parrocchia di Salcano, e da lì avanti fino al Monte Santo; inoltre stiamo pensando a varie conferenze, collaborazione nel campo della Caritas.
 
Non si tratta solo di un incontro tra due diocesi, ma di un punto d'incontro tra il mondo latino e quello slavo. Anche il mondo germanico non è lontano, soprattutto se si pensa che Gorizia un tempo apparteneva all'Austria-Ungheria e questo passato l’ha segnata. La Capitale è un'opportunità per accendere i riflettori su questo. Penso che nell'ambito della Chiesa dell’ampia regione goriziana si potrebbe organizzare una tavola rotonda sui punti d’incontro e sulle questioni aperte della cultura latina, germanica e slava. Mi rattrista che due nazioni fraterne slave stiano attualmente combattendo tra di loro. Anche l'Ucraina e la Russia non potrebbero far parte dell'Europa? La prevenzione è necessaria anche in campo geopolitico. Sono convinto che il concetto di collaborazione delle due Gorizie possa essere un modello per tutta l'Europa e il mondo. L'unica incognita è quanto sapremo vivere e mettere in pratica questa meravigliosa idea. Personalmente credo che senza l'aiuto di Dio non funzionerà. La storia ci insegna che sloveni e italiani si sono fatti la guerra, che la Jugoslavia, in cui si propagavano la fratellanza e l'unità, è crollata. L'UE esisterà ancora nel 2025? La visione della Capitale sarà davvero realizzata?
 
Dov'è l’incontro, l'asse, il perno delle due diocesi, dell'Europa, del mondo? In Dio! I cristiani dovrebbero rendersi conto che la cosa più importante per noi è il rapporto con il Signore, che non può essere impedito né dalla guerra, né dalle persecuzioni, né dai fallimenti, né dal nostro essere piccoli, isolati e marginali. Questo rapporto è il fondamento e la fonte della cultura cristiana. Anche tutte le opere d'arte cristiane un giorno verranno annichilite, ciò che rimarrà è solo il nostro rapporto con Dio, rimarrà l'amore. La vita ha senso grazie al battito del cuore di Dio e alla sincronizzazione con esso. Dio ci dice costantemente: «Amo!» Noi possiamo rispondergli: «Amo!» ◼
 
* don Bogdan Vidmar, vicario episcopale per la Capitale europea della cultura 2025
 

Don Bogdan Vidmar, vicario episcopale per la Capitale europea della cultura 2025. Foto di Kristina Skibin


Dettagli all'interno della concattedrale di Nova Gorica. Foto Ivan Bianchi



Il busto di Francesco Borgia Sedej. Foto Ivan Bianchi
data di pubblicazione: 31-12-2022
autore: Ivan Bianchi | fonte: Nuova Iniziativa Isontina n.87 | tema: ARTE E CULTURA
tag redazionali
Bogdan Vidmar editoriale Francesco Borgia Sedej GO! 2025 Gorizia intervista Nova Gorica primo piano
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