“Questo convegno ricorda la figura di Martina che io non ho avuto l’opportunità di conoscere personalmente ma che credo di poter sottolineare come abbia avuto modo di cogliere l’importanza, la centralità della vicenda di Gorizia. È importante ricordare quello che è stato un periodo importante di Gorizia e del goriziano, un ruolo fondamentale per affermare una peculiarità della nostra Regione, proprio in occasione dei 50 anni di vita della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che è nata con le elezioni del 1964.
Autonoma e speciale per 50 anni e speriamo si prosegua. Anche se nelle iniziative di riforma della Costituzione che attualmente sono in lavoro il tema della permanenza della specialità è dibattuto.
“Il goriziano per la specialità regionale”, è un titolo corretto, perchè la specialità nasce dall’iniziative in sede di assemblea costituente di quelli che erano i protagonisti di quel tempo, che seppero nei lavori preparatori, nei contenuti dei lavori dell’assemblea costituente già in qualche modo inserire la previsione della specialità del FVG. Ovviamente non poteva essere attuata al momento, solo attraverso quella che era l’esperienza, la presenza e l’azione di grande figure politiche come Michele Martina e altre citate insieme a lui, sia della dimensione goriziana che triestina che friulana, senza dei quali sarebbe stato impossibile consolidare la creazione dello statuto di autonomia. Il goriziano per la specialità regionale perché al tempo il carattere della specialità regionale certamente si poteva reggere in qualche maniera in uno scenario di arretratezza economica, di difficoltà anche nel gestire una parte di paese che in qualche maniera diventava marginale. Di fatto la cortina di ferro con tutte le problematiche rimaste aperte sul confine orientale si collocavano in posizione di assoluta marginalità. Ma proprio in tema legato a quello che è poi una sintesi goriziana delle problematiche, quindi il taglio dei confini così brutale in questa città, la coesistenza nella città delle varie identità culturali, linguistiche ed economiche nazionali, che dovevano trovare i motivi della coesistenza di una condivisione, in una dimensione che era quella necessariamente di trovare le opportunità di crescita e di sviluppo, proprio in Gorizia si evidenziavano in maniera certamente importante.
Da qui la grande capacità del mondo della politica, anche di provenienza cattolica in questo caso, di far crescere attraverso un fermento culturale rilavante quale è stato sottolineato, attraverso una capacità di gestire queste tematiche in maniera non chiusa ma in maniera aperta, favorendo il dialogo e interpretando nella necessità del dialogo più pronto quello che poteva essere un approccio per la soluzione di queste problematiche, questo ha dato contenuto a quella specialità regionale che è nata proprio per questo. È nata perché in questo territorio specifico esisteva, esiste ancora, una questione orientale, che è una questione spesso sconosciuta a molti. Spiegare questo per far comprendere a chi difficilmente può immaginare che ci siano peculiarità di questo tipo che fanno parte ormai della discussa dimensione unitaria nazionale, è qualcosa di non semplice.
Questa semplicità con cui hanno saputo operare nell’affrontare le grandi tematiche, i grandi problemi che erano problemi di divisione assolutamente planetaria, con la semplicità del rapporto umano, del rapporto diretto, della capacità di cogliere nella cultura da un lato, ma anche delle relazioni umane, sociali e religiose, cogliere e cominciare a costruire questi ponti e queste attività che sostanzialmente hanno consentito alla Regione FVG nella sua specialità di svolgere anche un compito di affrontare e superare e condividere il tema della questione del confine orientale, che poi ovviamente si è sviluppato in questi anni nella opportunità della costituzione dell’Europa unitaria e quindi anche il superamento dei confini e quindi anche la possibilità da quello che è considerato essere stato un punto di partenza e cioè un incontro tra Josko Strukelj e Michele Martina, due città segnate al tempo da un destino unitario, fino a vedere alla Transalpina chiudere un lungo percorso con l’entrata della Slovenia nell’Unione Europea.
Il goriziano per la specialità regionale ha avuto una funzione fondamentale in questo senso, nel senso proprio di trattare questo tipo di caratteristiche che aldilà dei temi economici e quant’altro, è forse il tema distintivo della nostra specialità. Gorizia per il suo esempio per la sua capacità di essere ancora oggi una dimensione, si è parlato del GECT, si è parlato dell’Euroregione, cioè della capacità di gestire in termini unitari uno strumento enorme che bisogna saper mettere a disposizione, ricco di cooperazione transfrontaliera... Credo che su questi argomenti, che sono stati poi la grande visione futura, in quel periodo dove tutto era molto più difficile, credo che le ragioni di una rinnovata specialità ci siano tutte, e siano tutte nel riconoscere questo ruolo internazionale, questa capacità di essere ancora una regione ponte di relazioni che al suo interno condivide e consente la persistenza e la capacità di sviluppo delle varie identità, delle varie comunità, la possibilità di giocare una partita utile al paese proprio, se viene liberata da una visione centralistica tipica dello stato e viene lasciata alle capacità degli uomini, delle opportunità che in questa Regione ancora esistono.
Gorizia è una città destinata in qualche modo a perdere peso, a perdere funzione, a perdere opportunità, o è una città che invece dovrebbe già aver già assegnato questo ruolo di cerniera. Mi è venuto sottomano il documento del Centro Studi Rizzati dove c’è un elenco di quelle che dovrebbero essere le funzioni proprio della città di Gorizia, sono una serie di spunti per i quali giustifichiamo il ruolo di Gorizia, il ruolo di Gorizia città internazionale, il ruolo della Regione FVG quale regione ad autonomia speciale che può segnare con il contributo della specialità in queste funzioni un punto di riferimento per l’intera comunità nazionale e quindi tornando al titolo del mio intervento, il goriziano per la specialità regionale ha sicuramente una funzione ancora importante. La figura di Michele Martina e delle persone che insieme a lui, molti anni fa, hanno pensato già in avanti e visto già quello che poteva essere e quello che oggi c’è come opportunità credo sia un insegnamento per tutti noi, assolutamente attuale nello sviluppo futuro delle opportunità dei nostri territori.
* Presidente del Consiglio regionale FVG