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HOME > Articoli e notizie:Interdipendenza planetaria nella didattica scolastica

Interdipendenza planetaria nella didattica scolastica

Un progetto realizzato nella scuola della provincia

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“Lui non ha che un occhio, mentre il ragazzo due. A un tratto il lupo non sa in che occhio del ragazzo fissare lo sguardo. Esita. Il suo unico occhio salta da destra a sinistra da sinistra a destra. Il lupo è maledettamente a disagio. Così il suo unico occhio impazzisce e ben presto, attraverso la cicatrice dell’occhio morto, spunta una lacrima. Non è dolore, è impotenza e collera.
Allora il ragazzo fa una cosa curiosa, che calma il lupo e lo mette a suo agio. Il ragazzo chiude un occhio.
Ed eccoli là che si fissano, occhio nell’occhio, con un tempo infinito davanti a loro.”
(D. Pennac, L’occhio del lupo)
 
 
All’inizio dello scorso anno scolastico è stato proposto ad alcune scuole delle province di Gorizia e di Trieste di aderire al progetto europeo Critical review of the historical and social disciplines for a formal education suited to the global society in collaborazione con una rete di ONG, tra cui CVCS di Gorizia e ACCRI di Trieste.
 
L’obiettivo principale del progetto è quello di promuovere tra i giovani la comprensione dell’interdipendenza planetaria globale, la comprensione delle cause della povertà e della disuguaglianza internazionale.
 
Intende quindi proporre alle scuole l’adozione di una visione non-eurocentrica della società globale e della sua origine storica, una nuova cultura delle relazioni internazionali (in primis sui temi della povertà e delle disuguaglianze internazionale).
 
Ne è nato un gruppo di lavoro di cui fanno parte insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado delle province di Gorizia e Trieste e 2 rappresentanti dellle Ong Accri e CVCS, che periodicamente si sono incontrati per scegliere l’argomento da trattare tra alcuni temi di attualità e per elaborare un’unità didattica fissandone metodi, modalità e strumenti.
 
Altri docenti in Italia e in Italia, Austria, Olanda, Irlanda, Repubblica Ceca e Bulgaria, coinvolti con le stesse modalità da Ong partner del progetto, hanno lavorato in modo analogo.
 
Per l’attualità dell’argomento e la posizione geografica della nostra regione si è scelto di affrontare il tema delle migrazioni in una prospettiva sincronica e diacronica costruendo un percorso intitolato “Perché si emigra?”. Durante quest’anno scolastico le insegnanti hanno dato inizio alla sperimentazione in classe, cercando di calibrarla al proprio contesto di riferimento. Nella provincia di Gorizia è stata coinvolta una classe seconda della scuola secondaria di primo grado “Ulderico della Torre” di Gradisca d’Isonzo, dove il tema dell’immigrazione è piuttosto sentito per la presenza negli ultimi anni di cittadini stranieri ospiti del CIE e del CARA.
 
Dopo aver proposto la visione di un video sui recenti sbarchi in Sicilia, è stato chiesto ai ragazzi di rispondere in maniera spontanea del perché, secondo loro, molte persone sono disposte a lasciare la propria terra affrontando viaggi molto rischiosi e le risposte spontanee sono state raccolte e conservate per poterle rivedere alla fine del percorso.
 
Sono stati poi invitati a intervistare familiari e conoscenti migrati in passato o di recente ed è stata per ciascuno l’occasione per scoprire storie sconosciute di partenze, ritorni e arrivi poi tracciati su un planisfero, che alla fine è risultato intricato e coloratissimo.
 
Si è voluto dare all’unità didattica un carattere interdisciplinare ovvero che lo stesso tema fosse affrontato dal punto di vista di diverse discipline. Così nell’ambito storico si è deciso di affrontare l’emigrazione gradiscana tra fine ‘800 e inizio ‘900: è stato possibile lavorare sulle fonti, proponendo ai ragazzi, ad esempio, l’analisi del diario parrocchiale dove sono annotati tutti gli avvenimenti piccoli e grandi che hanno interessato la comunità. Vi si legge, tra l’altro, tutta la preoccupazione del curato per le continue e copiose partenze di contadini che salpavano da Genova e da Trieste alla volta dell’Argentina e del Brasile e i maldestri tentativi del parroco nel dissuaderli “dal pulpito e in privato” a non abbandonare la terra natia.
 
Con l’insegnante di arte gli alunni hanno analizzato lo stile e l’iconografia di alcuni dipinti sul tema emigrazione, tra cui Gli emigranti di Angiolo Tommasi (1896, Galleria d’arte moderna, Roma) e poi sono stati invitati a ricercare immagini di immigrati di oggi, scoprendo analogie e differenze. Hanno prodotto dei testi, immaginando di essere uno di quei migranti, intuendone la storia, lo stato d’animo, le aspettative e le motivazioni: un esercizio utile di attenzione verso l’altro e di decentramento da se stessi.
 
L’intervento in classe del dott. Semino della Caritas di Gorizia sull’immigrazione locale e mondiale in relazione a direttrici dei flussi migratori è stato l’occasione per analizzare con grafici, tabelle, rappresentazioni
i dati statistici dell’Osservatorio dell’immigrazioni del FVG.
Di seguito è stato proposto un lavoro secondo la modalità del cooperative learning dove ciascun gruppo ha analizzato un aspetto specifico del tema affrontato e ha elaborato un power point. Il percorso si è concluso con la realizzazione di una mappa concettuale per riassumere il percorso svolto e rispondere alla domanda iniziale perché di emigra, poi presentata alle altre classi dell’istituto. La realizzazione del progetto ha permesso ai docenti di trovare occasioni di scambio e di discussione tra colleghi, di proporre metodi alternativi alla lezione frontale e al libro di testo e agli alunni di comprendere meglio il fenomeno delle migrazioni passate e recenti, intuendo come esse siano connaturate alla storia dell’uomo.
 
Affrontare il tema delle migrazioni in classe significa scegliere di soffermarsi su alcuni aspetti fondamentali del tema, sottolineando le relazioni e le contaminazioni, da qui la necessità di un approccio interdisciplinare e interscalare, lasciando aperta la via a ulteriori approfondimenti, a nuovi impensati collegamenti, a ricerche e sollecitazioni. E non potrebbe essere che così: in un’epoca in cui i saperi si moltiplicano e si intrecciano, la scuola non può passare che da una visione frammentaria, settoriale, rigida a una aperta, ricorsiva, di rete, dove siano coinvolti non solo i contenuti del sapere ma anche la loro organizzazione e le loro relazioni per concorrere a formare il cittadino del terzo millennio.
 

Immagini della presenza recente dei profughi a Gorizia

data di pubblicazione: 30-04-2015
autore: Daria Clini | fonte: Nuova Iniziativa Isontina n.67 | tema: EMERGENZE UMANITARIE
tag redazionali
Angiolo Tommasi approccio interdisciplinare CARA Caritas CIE cooperative learning Daniel Pennac Daria Clini didattica educazione alla cittadinanza globale emigrazione Gradisca d’Isonzo interdipendenza planetaria migrazioni ONG Osservatorio immigrazioni FVG progetto europeo scuola Semino
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