Oggi tutti assieme commemoriamo questo importante evento: La via della Pace - dalle Alpi all’Adriatico ripercorrendo il sacrificio dello sconfinamento, della sfida al limite. Questi luoghi della memoria ci pongono difronte alla dicotomia tra confluenza e preclusione, dove i nuovi sentieri esprimono l’oltrepassamento della frontiera.
Anche il mio mestiere d’architetto corrisponde in gran parte alla saldatura e sovrapposizione di aree culturalmente diverse e cerca in questo affiancamento un fondersi di complessità, vivacità e virulenza.
Dal nostro atelier di Vienna ripercorriamo lo spazio della mia Mitteleuropa, o meglio la “Zwischeneuropa” come la chiama Joseph Roth; uno spazio di varie identità, allo stesso modo costitutive e rappresentative, dove ognuna esiste proprio in quanto confermata dalle altre. Ne deriva una “poetica delle differenze” che rivela e interpreta queste giustapposizioni e antinomie.
Nella materia del costruito vengono riassunte le singole storie che si fondono e diventano premessa del Nuovo. La demarcazione diventa invenzione per conoscere l’altro.
Per l’architetto non esiste la “terra nullius” su cui nessuno abbia vantato pretese. Il suo segno come quello dell’aratro demarca un luogo unico e inconfondibile.
Stabilizza lo spazio, lo salda alla terra e lo proietta verso il cielo.
Lavorare in questo territorio mitteleuropeo, e in sei paesi limitrofi, significa, in analogia alla definizione di Giorgio Agamben, “l’esser dentro un fuori”, dove il fuori rappresenta la soglia, il varco stesso, il volto dell’altro.
Costruire, così, crea un’abbondanza di messaggi, di immagini epistemologiche, di consolidamento delle differenze. E ripercorrendo il fronte delle Alpi Giulie fino all’orizzonte Adriatico, si irrobustiscono pure i luoghi della memoria e dell’essere.
VITA E OPERE
Boris Podrecca è considerato come il principale interprete dell’architettura Mitteleuropea. Poliglotta, i suoi riferimenti culturali principali sono gli architetti della
Donaumonarchie Wagner, Loos, Frank, Pleœnik. Suggestionato dalle teorie di Semper, che associa con abilità ed ingegno, filtra le innumerevoli suggestioni della tradizione viennese, a cui appartiene per formazione, e di cui è un interprete fedele.
Da questa commistione, e dal distacco con cui considera le sperimentazioni più radicali compiute negli ambienti professionali a lui più vicini, matura una cifra stilistica che lo rende capace di affrontare con successo incarichi progettuali molto diversi tra loro.
Grazie al suo approccio sempre efficace ed entusiasta, e alla sua vivace curiosità, la sua architettura si presta a molteplici occasioni progettuali. I movimenti della sua vita si riflettono nel suo lavoro archiculturale. Vive e lavora a Vienna, Stoccarda e Venezia. È professore a invito a Losanna, Parigi, Venezia, Philadelphia, Londra e Harvard-Cambridge, Boston, Vienna. Dal 1988 è professore ordinario e direttore dell’Istituto di progettazione architettonica e teoria dello spazio all’Università di Stoccarda. Svolge attività professionale in otto paesi Europei e in Cina.
È stato nominato Chevalier des Arts et des Lettres dal Presidente della Repubblica Francese Mitterand; Membro onorario degli Architetti tedeschi e dell’Accademia delle Scienze di Slovenia, Croazia e Serbia, ha conseguito il Gran Premio per l’architettura della città di Vienna, il premio San Giusto d’Oro a Trieste, il Principe e l’Architetto a Milano, e ultimamente il Virgilius d’Oro a Mantova. Inoltre è stato insignito del titolo di Dott. Honoris Causae delle Università di Maribor e Belgrado.
Fra i lavori realizzati dallo studio di Boris Podrecca si possono ricordare numerosi centri residenziali e commerciali, la sede della Vienna Insurance Group a Graz, a Vienna il centro direzionale delle Assicurazioni “La Basilese”, il grattacielo Millennium Tower, il Vienna Biocenter e l’Hotel Kempinski; il centro alberghiero e commerciale Grifone a Bolzano, l’Hotel Mons a Lubiana, alberghi a Dubrovnik e Zara, il Museo della ceramica a Limoges, il Museo della ceramica a Ludwigsbrug e il Museo d’arte moderna Ca’ Pesaro a Venezia, il Facoltà di Medicina a Maribor; numerose piazze e spazi pubblici a Leoben, St. Pölten, Vienna, Salisburgo, Klagenfurt, Stoccarda, Pirano e Spalato, il parco archeologico di Teodorico a Ravenna e la Via Mazzini di Verona. Ha vinto numerosi concorsi internazionali: tra i più recenti l’areale ferroviario di Bolzano e l’“UniCredit Bank Austria Campus” di Vienna.
Un altro campo di vasta attività comprende l’allestimento di grandi mostre: il Biedermeier al Künstlerhaus di Vienna, Joze Plecnik al Centre Pompidou di Parigi, Friedrich Kiesler al Whitney Museum di New York, L’unificazione delle due Germanie al Martin Gropius Bau di Berlino, la città Rinascimentale al castello di Karlsruhe, il giubileo - 1000 anni dell’Austria a Vienna, la storia centennale dell’urbanistica europea al NAI di Rotterdam e l’epoca degli Strauss a Vienna, Pechino e Hong Kong.
Borut Pahor, Presidente della Repubblica Slovenia, saluta i convenuti davanti alla Transalpina