La VIA DI PACE - POT MIRU è un percorso fisico e spirituale. POT MIRU - la VIA DELLA PACE è la via delle giovani generazioni. POT stata ideata per unire il mondo italiano e friulano a quello sloveno, il mondo latino con quello slavo. Su un campo di battaglia, luogo di sofferenza e di morte, stiamo sistemando insieme i luoghi della memoria e intessendo rapporti di amicizia tra i popoli.
È uno strumento di pace duratura su una ex linea di separazione tragica e piena di asperità.
Con l’adesione della Slovenia all’Unione Europea, undici anni fa, si è aperto un nuovo capitolo nei rapporti tra l’Italia e la Slovenia. Oggi viviamo in pace, nel reciproco rispetto e nell’amicizia.
Cent’anni, settant’anni fa lungo il fiume Isonzo e sul Carso risuonava il rumore delle armi. Centinaia di migliaia di soldati di tante e diverse nazionalità e religioni subivano atroci sofferenze e morivano in massa. La popolazione civile era costretta alla profuganza.
La nostra terra è cosparsa di segni tangibili di quella sofferenza. Cimiteri militari, monumenti, chiese e cappelle, cavità, fortificazioni e trincee compongono un grandioso monumento all’aperto, dalle Alpi all’Adriatico, e costituiscono un patrimonio storico e culturale di rilevanza nazionale e internazionale. Il nostro intento è quello di preservare questo patrimonio a perenne ricordo dei caduti e farlo conoscere ad un vasto pubblico.
Con questi intenti abbiamo creato POT MIRU - LA VIA DELLA PACE.
Finanziato con fondi della cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia, il progetto ha dato forma a un unico itinerario transfrontaliero, che collega i sentieri già esistenti della Grande Guerra, valorizzandone i lasciti storici, le tracce e l’eredità culturale delle diverse regioni interessate, oltre alle ricchezze naturalistiche del territorio di confine. Il progetto transfrontaliero, in attività dall’ottobre 2012, vede come lead partner in Italia la Provincia di Gorizia e come lead partner in Slovenia la Fondazione Pot Miru. A questo progetto collaborano anche i Comuni delle Province di Trieste e Udine e delle Valli dell’Isonzo.
Il fronte isontino nel periodo della Prima guerra mondiale fu parte dei 600 km del fronte sud-occidentale che correva dal passo dello Stelvio, al triplice confine svizzero-italiano-austriaco, attraverso il Tirolo, le Dolomiti, le Alpi Carniche e Giulie, l’Alto-Isonzo, il Goriziano ed il Carso sino al mare Adriatico. I combattimenti lungo l’Isonzo durarono da maggio 1915 all’ottobre 1917. La guerra venne contraddistinta dalle battaglie sui monti - in alcune parti il fronte saliva anche oltre i 2000 metri sopra il livello del mare - e dai combattimenti su terreni sassosi e aspri come il Carso. Dopo l’iniziale incertezza, dopo i primi combattimenti e spostamenti, la linea del fronte si assestò ed iniziò la guerra di posizionamento.
Tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico nei 29 mesi di combattimento (dal 23 giugno 2015 - prima battaglia dell’Isonzo) si succedettero 12 battaglie lungo l’Isonzo. Undici furono messe in atto dagli italiani, quella decisiva, la dodicesima, dai soldati austro-ungarici e tedeschi. L’armata autro-ungarica e tedesca, con un nuovo sistema di combattimento, nella 12a battaglia sorprese le unità italiane. La conseguenza fu lo spostamento del fronte dall’Isonzo al fiume Piave in Italia. La 12a battaglia isontina è stata storicamente chiamata con più denominazioni: battaglia di Caporetto, miracolo di Caporetto, per le fonti italiane fu la rotta di Caporetto...
Oltre alla linea del fronte un ruolo importante venne giocato anche dall’entroterra con i magazzini, le vie di trasporto, le funicolari, gli aeroporti e gli ospedali. La guerra colpì duramente la popolazione locale, che dovette lasciare le proprie case e cercare altrove rifugio, al ritorno trovò le abitazioni distrutte ed il paesaggio annientato. Nei combattimenti lungo l’Isonzo morirono ca. 300.000 soldati.
POT MIRU collega territori, persone ed un ricco patrimonio culturale e naturale lungo l’allora fronte dell’Isonzo. Ricorda tutti coloro che hanno sofferto nel periodo della 1a guerra mondiale ed ammonisce, perché le guerre non accadano più. Soprattutto incoraggia i valori della pace e le occasioni per uno sviluppo comune.
Il fronte ha lasciato dietro a sé numerosi resti, che con l’aiuto di vari enti ed associazioni sono esemplarmente conservati e curati. I cimiteri militari, le caverne, le trincee, gli ossari, le cappelle, i sacrari, i musei all’aperto ed altri monumenti rappresentano un importante patrimonio materiale ed immateriale della storia europea.
Oggi le loro testimonianze e storie rappresentano la spina dorsale di POT MIRU - la VIA DELLA PACE dalle Alpi Giulie all’Adriatico.
L’area transfrontaliera italo-slovena, se vista come teatro delle vicende legate alla I Guerra Mondiale, si presenta come uno dei siti più ricchi di beni e lasciti storico-culturali relativi a tale periodo storico. Il progetto POT MIRU - VIA DI PACE prevede di creare, nell’area del confine terrestre, un unico itinerario culturale transfrontaliero che colleghi i sentieri esistenti e valorizzi i lasciti storici, le tracce e l’eredità culturale delle diverse regioni interessate ed al contempo le ricchezze naturalistiche del territorio di confine, rafforzando così i rapporti tra cittadini di confine ed il senso di appartenenza europea, migliorando l’attrattività e la competitività dell’area grazie alla creazione di un prodotto turistico/culturale unico ed integrato tale da assicurare un impatto sull’area anche nel lungo periodo ed una visibilità europea.
L’area tra Alpi Carniche e Alpi Giulie, la sorgente e la foce dell’Isonzo, il parco nazionale del Triglav, il parco naturale delle Prealpi Giulie e la riserva naturale della foce dell’Isonzo, il Carso ed il Collio a cavallo del confine è straordinariamente ricca non solo per i lasciti culturali, ma anche per il suo patrimonio naturale e ambientale e per altre peculiarità che già oggi, sebbene con un’offerta frammentata, rappresentano un eccellente prodotto turistico.
Al fine di sviluppare tale potenziale e dare allo stesso visibilità europea quale prodotto culturale e turistico unico e di nicchia, le istituzioni del territorio propongono, nell’ambito del progetto POT MIRU - VIA DI PACE, di promuovere programmi congiunti didattico-educativi, di ricerca e turistico-culturali e di conservare cosi la memoria di tutti coloro che hanno sofferto e diffondere al contempo valori fondamentali quali la pace e la visione ed uno sviluppo unitario e duraturo del territorio transfrontaliero.
Lo scoprimento della targa
__________
Pubblico e autorità presenti alla cerimonia
