Dal 20 al 25 settembre scorso Cervignano del Friuli è stata protagonista di un evento eccezionale: con un’offerta culturale senza precedenti nella cittadina della Bassa, la quarta edizione del
Cervignano Film Festival, organizzato dal Ricreatorio San Michele, ha registrato numeri da record. 21 opere sulle oltre 350 arrivate da tutto il mondo hanno dato vita al
concorso internazionale per cortometraggi e documentari, al quale si sono affiancati il
Premio ‘Michel Gondry’ riservato al
videoclip (14 finalisti su 90 partecipanti), la
Finestra sul cinema FVG (5 corti fra i 10 inviati da cineasti della nostra regione) e il
Concorso Scuole (6 finalisti su 21 iscritti), quest’anno con la novità di un
Laboratorio di cinema riservato alle scuole finaliste, curato da Antonio Costa.
Ad aggiudicarsi il prestigioso ‘Cervo d’oro’ e la miglior regia è stato il film
Pojkarna, della svedese Isabella Carbonell, incentrato sul tema della violenza sessuale: un’opera dura, cruda, un esempio di cinema tagliente come una lama. Internazionali anche tutti gli altri premi della sezione cortometraggi e documentari, assegnati ad attori, attrici e tecnici di Spagna, Romania, Iran, Polonia, Francia ed Egitto, mentre il pubblico ha assegnato la sua preferenza ad
Hashtag, cupo e graffiante ritratto del mondo dei social network realizzato da Marco Scuderi. Il bellissimo corto
La santa che dorme di Laura Samani ha trionfato nella sezione FVG, mentre il migliore film scolastico è risultato
Imperfection, realizzato dagli studenti del Liceo scientifico ‘Leonardo da Vinci’ di Pescara. Ti sembra normale di Max Gazzè (regia di Jacopo Rondinelli) ha invece vinto il concorso videoclip, quest’anno impreziosito da un’ospite d’eccezione: venerdì 23 settembre, al Teatro Pasolini, la cantautrice
Paola Turci ha infatti aperto la serata, incantando il pubblico con un’ intervista intervallata da canzoni del suo formidabile repertorio.
Ospitato in una terra che è da sempre frontiera e incrocio di culture (fino al 1915 Cervignano era l’ultimo avamposto dell’impero asburgico e il fiume Ausa segnava il confine con l’Italia), il
Cervignano Film Festival, nato da un’idea del Ricreatorio San Michele e di Piero Tomaselli, è dedicato appunto al «limite e al confine» dei generi cinematografici. A questa ibridazione delle forme espressive il CFF dedica non solo il vero e proprio concorso, ma anche il suo intero programma, attraverso
proiezioni speciali per le scuole, tavole rotonde, laboratori ed eventi collaterali incentrati su un tema comune. Quest’anno il filo conduttore è stato invece
‘cinema e politica’, con i matinée per le scuole medie e superiori di Cervignano dedicati al geniale regista Terry Gilliam, maestro degli sconfinamenti tra i linguaggi; sono stati proiettati i film
La leggenda del re pescatore, Brazil e
L’esercito delle dodici scimmie, legati da un filo conduttore ben preciso: un profondo e puntuale discorso politico, particolarmente efficace proprio perché estraneo agli schemi della tradizionale denuncia civile, mescolato invece al fantastico, al fantascientifico, al futurismo distopico. Al tema trainante del Festival è stata riservata anche la serata di
mercoledì 21 settembre, intitolata
Cinema di frontiera, cinema di migranti, nella quale si è fatto il punto sul ruolo dell’audiovisivo nel racconto dell’attualità politica: fra gli ospiti, moderati da Alessandro Mezzena Lona de Il Piccolo, il giornalista
Toni Capuozzo, autore di numerosi reportage in tutto il mondo, la sociologa
Desirée Pangerc, grande esperta di migrazioni e terrorismo internazionale, e la regista
Nadja Velušček. L’evento, organizzato assieme a ICM e al Centro studi ‘Rizzatti’ di Gorizia (un ringraziamento speciale a Nicolò Fornasir per la collaborazione), è stato un vero successo: il pubblico, così numeroso da riempire l’intera Sala Aurora, ha seguito con vivo interesse il dibattito, nel quale il cinema ha incontrato il documentario d’inchiesta.
Ma è nelle proiezioni fuori concorso che il filrouge del festival ha trovato la sua espressione più autentica: martedì 20 il documentario di Cristian Natoli
Per mano ignota ha aperto la manifestazione ricordando la strage di Peteano, attraverso una ricostruzione di straordinaria potenza nella sua immediatezza e obiettività; sabato 24 è stata la volta del documentario di Nadja Velušček
Il mio confine, toccante ricostruzione di un mondo diviso dalla Cortina di Ferro; domenica 25, infine, il Festival si è chiuso con
I cancelli del cielo, il capolavoro ‘maledetto’ di Michael Cimino, nella versione estesa e definitiva
director’s cut con doppiaggio rimontato e sottotitolatura per le parti integrate a cura di Alberto Farina
(Rai Movie). Per presentare il suo lavoro e introdurre il pubblico alla visione di un capolavoro assoluto del cinema di tutti i tempi, giovedì 22 Farina ha tenuto una
conferenza speciale assieme ad Andrea Caciagli, giovane cineasta e direttore della rivista culturale
L’Eco del nulla, storica collaboratrice del
Cervignano Film Festival: una serata memorabile, condotta da Paolo Mosanghini del Messaggero Veneto, nella quale è stata raccontata la storia incredibile di Michael Cimino, artista totale che avrebbe potuto vivere di rendita grazie al successo de Il cacciatore e che invece rischiò tutto, mettendo in gioco l’intera vita per difendere la sua idea di cinema. I critici si scagliarono contro i Cancelli del cielo con una violenza vergognosa, accusando il regista di gigantismo vuoto e di deliranti pretese sul set. La campagna stampa spinse i produttori a realizzare un montaggio molto più breve e Cimino si trovò costretto a tagliare il suo capolavoro, che invece il Cervignano Film Festival ha presentato nella sua versione estesa: un evento unico, che ha reso la cittadina della Bassa, almeno per una sera, protagonista della cultura internazionale.
L’impegno, ora, è quello di crescere ancora, aprendoci ad orizzonti culturali sempre più vasti, rimanendo tuttavia fedeli alle nostre radici e alla nostra identità.
■
Le immagini associate all'articolo

