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HOME > Articoli e notizie:Tre politici e amministratori Antonio Scarano, Antonio Tripani e Bruno Longo

Tre politici e amministratori Antonio Scarano, Antonio Tripani e Bruno Longo

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Antonio Scarano, Bruno Longo e Antonio Tripani – che hanno concluso la loro esistenza da alcuni mesi e anche nel tempo che ha imposto a tutti restrizioni pesanti – appartengono con la loro vicenda personale e comunitaria non solo al mondo della Democrazia cristiana: sono stati esponenti politici e culturali, oltre che amministratori che hanno vissuto in prima persona non solo il tempo della ricostruzione, del boom economico e dello sviluppo, ma anche della crisi.
 
La loro formazione ha avuto origine e motivo dentro a una militanza culturale e politica nella quale non aveva senso una pura e semplice conservazione individualistica dei doni e carismi e anche della fondante motivazione religiosa. Formazioni diverse, dunque, dentro a contesti familiari o organizzativi facenti parte delle parrocchie o dei centri culturali, dello stesso partito politico. Scarano, Longo e Tripani non potevano che trarne la linfa che ha motivato la decisione di servire lo Stato dentro la convivenza sociale e di vivere pienamente le scelte di servizio per il riscatto di una terra impoverita da due guerre e spesso dimenticata anche dallo Stato, anche se molto esibita in funzione nazionalista e antiregime.
 
La militanza politica non ha fatto che raccogliere dentro a una struttura di partito – in qualche caso partendo da lontano – l’esigenza di mettersi a disposizione per guidare enti come le Case popolari o istituzioni sindacali di categoria o la partecipazione politica. Approcci diversi e forti, per una forte militanza e testimonianza vissuta da caratteri diversi, personalità e qualità capaci di lasciare una significativa impronta.
 
Antonio Scarano, ha raccolto a Gorizia dopo una militanza nel settore di vita e attività, la candidatura di sindaco chiamato a portare negli anni '80 la città verso un cambiamento di orizzonti culminato con la caduta del muto di Berlino e con una città che si chiamava città ponte, su un confine, il più aperto del mondo, che nella moltiplicazione dei traffici non vedeva solo un motivo di arricchimento ma anche di lavoro e di sviluppo di una nuova imprenditoria, indispensabili per vincere la tentazione assistenzialistica, tanto marcata e comoda. L’individuazione di nuove proposte – che non fossero certo con la realizzazione di una scuola ed una caserma tanto da lui sostenuta – lo trovava attento ad accettare per esempio la proposta della costituzione del Consorzio per l’università a Gorizia. Una istituzione che poneva al centro scuola e soprattutto cultura che, insieme potevano – nella tradizione goriziana – costituire il profilo nuovo e futuro della città di Gorizia, con la fine delle visioni militaristiche che le affidavano solo il compito di essere “soglia” per ritardare (di pochi minuti) l’invasione temuta. A suo modo il sindaco Scarano, con la sua verve mai doma, ha tentato di collegare diversità e attutire scontri, orientare scelte sorretto da una forte dimensione di solidarietà che viveva prima di tutto nella sua famiglia.
 
Antonio Tripani, parte integrante di una famiglia che ha arricchito la storia della città e della vita ecclesiale, ha fatto politica in consiglio comunale come capogruppo e poi ha dedicato venticinque intensissimi anni alla neo-costituita Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Un impegno in settori chiave dalla vita amministrativa e, prima ancora, insieme agli altri consiglieri goriziani, per la elaborazione di fonti giuridiche, di conoscenza dei problemi e di sostegno alla vita economica e culturale della città di Gorizia e della sua Provincia in un responsabile contesto regionale. Una presenza attiva che si è concluso con un altrettanto lungo servizio alla presidenza della Cassa di risparmio di Gorizia in tempi che si sono dimostrati complicati e difficili.
 
Bruno Longo, infine, con la sua origine romana che ha trovato nella nostra terra non solo gli affetti familiari e il lavoro dentro all’istituzione regionale, in un settore delicato e consono alla sua competenza, è stato -insieme ad altri- politico ed amministratore che ha assunto responsabilità pesanti dopo la prima generazione di politici e amministratori. Consigliere regionale e anche presidente del Consiglio in frangenti delicati, è stato il segretario regionale della DC del FVG a cavallo degli anni del terremoto e della ricostruzione, a fianco del presidente Biasutti. Una stagione che da sola si impone per avere portato a conclusione un progetto – appunto la ricostruzione - che viene da tutti riconosciuto come tale e anzi è diventato esemplare. Un progetto che impegnava insieme una forte vicinanza con le persone e le comunità e una capacità di “fare” che a Longo veniva facile come il suo eloquio che proponeva a sé e agli altri di essere produttivi e al servizio della vita comunitaria.◼
data di pubblicazione: 31-12-2020
autore: Renzo Boscarol | fonte: Nuova Iniziativa Isontina n.83/84 | tema: RITRATTI
tag redazionali
amministrazione pubblica Antonio Scarano Antonio Tripani Biasutti boom economico Bruno Longo Cassa di risparmio Consiglio regionale crisi economica Democrazia cristiana Friuli Venezia Giulia Gorizia politica Regione autonoma Renzo Boscarol ricostruzione sindaco solidarietà storia locale sviluppo economico terremoto Friuli 1976
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