Cari lettori, sono felice di rivolgermi a voi in sloveno per testimoniare un evento importante, perché penso che ciò darà un significato ancora più profondo all'evento riguardo al quale condivido con voi il mio pensiero.
Alcune settimane fa, all'ex Presidente della Repubblica sloveno Borut Pahor e al presidente italiano Sergio Mattarella è stata conferita la laurea honoris causa in Giurisprudenza. Trieste è stata ancora una volta teatro di una preziosa stretta di mano tra due uomini che si sono fortemente impegnati per «l’amor di Patria e l’alta dimensione europea». In un'epoca in cui i malintesi si trasformano così facilmente in conflitti più grandi, e in cui le guerre spuntano come funghi dopo la pioggia, tutto questo è qualcosa di quasi miracoloso.
Trieste, che fu uno dei primi obiettivi del fascismo italiano con l'incendio del Narodni dom nel 1920, ora guarisce le ferite. E, cosa ancora più significativa, il promotore di questa costruzione di ponti è proprio l'università, dove i giovani si formano e diventano persone del futuro. E proprio in questi tempi si possono comunque trovare due presidenti che credono concretamente nel valore della stretta di mano e nel dialogo. In questa confusione di valori caotici, spesso intrisi di odio ed egoismo, ci mostrano l'unico modo per sopravvivere in un mondo in cui inevitabilmente si incontrano e coesistono culture, religioni e credenze diverse. Insieme ci confidano che «si sono aiutati a vicenda e insieme hanno vinto». Mi auguro che tutti noi possiamo portare nella nostra quotidianità la grandezza di un incontro simile.◼