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HOME > Articoli e notizie:Gorizia, Monfalcone e Nova Gorica a confronto

Gorizia, Monfalcone e Nova Gorica a confronto

Gli effetti dell’evoluzione demografica sull’economia e sul benessere dei tre principali centri urbani del Goriziano storico

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Nubi nel cielo sopra Nova Gorica e Gorizia. In primo piano, e, oltre l'altopiano carsico, Monfalcone. Foto Tibaldi
Nubi nel cielo sopra Nova Gorica e Gorizia. In primo piano, e, oltre l'altopiano carsico, Monfalcone. Foto Tibaldi
L’analisi dell’evoluzione demografica di un territorio è importante per valutare alcuni effetti che ne derivano sul sistema sociale, in particolare nell’ambito lavorativo e sanitario, condizionando il benessere e la qualità della vita. Condizioni favorevoli in termini di opportunità lavorative determinano un accrescimento della popolazione, che è attratta dall’ambito territoriale che manifesta tali caratteristiche. Questa, lavorando, genera ricchezza che è destinata ai consumi, che, a loro volta, creano altre attività produttive e commerciali e nuove occasioni di lavoro, mettendo in moto le leve del circolo virtuoso dell’economia, favorendo un innalzamento del benessere e della qualità della vita. Per contro un invecchiamento della popolazione, dovuto a un'elevata crescita della componente degli anziani che non è compensata da un corrispondente aumento di quella dei giovani, determina una forte pressione su tutte le strutture sanitarie, accrescendone i costi in termini esponenziali.
 
Dall’analisi dell’evoluzione demografica di Gorizia, Monfalcone e Nova Gorica scaturiranno delle considerazioni che investono alcuni degli elementi evidenziati, in particolare gli effetti che ne conseguono su alcuni paradigmi della crescita economica, quali le imprese, l’occupazione e i redditi, che nel complesso agiscono da volano di sviluppo del benessere e della qualità della vita di una collettività.
 
 
L’EVOLUZIONE DEMOGRAFICA NELL’ULTIMO DECENNIO
Nel corso dell’ultimo decennio (2013-2022) la popolazione di Gorizia si riduce da 35.349 a 33.584 abitanti (-5%) (1), per effetto di una dinamica discendente che caratterizza l’intero periodo (2) mentre il numero dei nuclei familiari rimane sostanzialmente stabile (3) a fronte di un calo del numero medio di componenti (da 2,04 a 1,93). La parte femminile della popolazione, anche se in lieve flessione, prevale su quella maschile sia all’inizio (52,2%), che al termine del periodo (51,1%). La dinamica regressiva della popolazione goriziana risulta meno accentuata grazie al contributo positivo apportato dai 3.715 cittadini stranieri abitanti a Gorizia, che rappresentano l’11,1% del totale (4) e si caratterizzano per una leggera prevalenza della parte maschile (51,2%). Nel 2013 (5) i cittadini stranieri erano 3.246, pari al 9,1% del totale, con una prevalenza della componente femminile (51,9%). È piuttosto indicativo il fatto che la comunità straniera più numerosa nel 2023 proviene dalla Slovenia (16,9% del totale a fronte del 9,9% del 2013), segno evidente di una sempre maggiore integrazione fra le due realtà territoriali di confine.
 
La distribuzione della popolazione per classi di età esprime un aumento della parte più anziana a scapito, soprattutto, di quella più giovane: la fascia di età 0-14 anni passa, infatti, nel periodo dall’11,6% al 10,7%, quella compresa tra i 15 e 64 anni si riduce dal 61,6% al 61% mentre quella superiore ai 64 anni aumenta dal 26,8% al 28,3%. La comunità straniera supporta soprattutto la parte della popolazione più giovane e in età lavorativa; la corrispondente fascia di età tra 15 e 64 anni è infatti del 76,7% nel 2013 e del 78,3% nel 2023.

Al contrario del capoluogo, Monfalcone manifesta un’espansione demografica per gran parte del periodo considerato, con gli abitanti che passano da 27.843 (2013) a 29.570 (2022), palesando una crescita del 6,2%. Nella città dei cantieri è la parte maschile a prevalere al termine del periodo (51,9%), a fronte di una sostanziale parità all’inizio (49,5%). Sia il numero dei nuclei familiari (+3,1%), che il numero medio di elementi (da 2,11 a 2,17) aumenta nel periodo. La dinamica in commento è però integralmente dovuta all’apporto della comunità straniera (6), che si amplia dalle 4.534 unità del 2013 alle 8.988 del 2023 (+ 98,2%), rappresentando ormai il 30,4% del totale della popolazione. La prevalenza della parte maschile (57%) spiega anche il sorpasso di questo genere su quello femminile a livello di popolazione globale nel corso degli anni.
La distribuzione della popolazione di Monfalcone per classi di età esprime un aumento della componente più giovane: nel periodo, la fascia di età 0-14 anni passa infatti dal 12,6% al 14,2%, quella compresa tra i 15 e 64 anni aumenta dal 60,3% al 62,5% mentre si riduce dal 27,1% al 23,3% quella superiore ai 64 anni. Anche in questo caso il “ringiovanimento” della popolazione monfalconese pare interamente dovuto alla comunità straniera, se si pensa che in quest’ultimo ambito la fascia 0-14 anni pesa per il 23,8%, quella tra i 15 e 64 anni per il 73,6%.
 
L’analisi evidenzia che tra gli effetti prodotti da Fincantieri, in qualità di catalizzatore di opportunità lavorative, vi sia anche una sostanziale modifica della struttura della popolazione sotto diversi profili, con tutte le conseguenze che essa comporta in termini economici e sociali.
 
Guardando oltreconfine (7), Nova Gorica denota una lieve crescita della popolazione residente, che passa dalle 31.797 unità del 2013 alle 32.013 del 2022 (+0,7%): la parte maschile manifesta una prevalenza molto lieve (50,1%) e un recupero del gap d'inizio periodo che la vedeva al 49,1%. Anche in questa città la comunità straniera risulta decisiva per lo sviluppo complessivo della popolazione, in quanto i cittadini stranieri passano da 1.987 (6,2% del totale) a 3.891 (12,2%) e si caratterizzano per una netta prevalenza della parte maschile (60,3% nel 2022). La distribuzione della popolazione di Nova Gorica esprime un lieve decremento della componente più giovane e un sostanzioso aumento di quella più anziana: la fascia di età 0-14 anni diminuisce infatti nel periodo dal 14,1% al 13,7%, quella compresa tra i 15 e 64 anni si riduce dal 66,5% al 61,4% mentre quella superiore ai 64 anni cresce dal 19,4% al 24,9%. Il dato di maggior criticità investe la forte riduzione di giovani in età compresa tra i 15 e 34 anni, pari al 12%, che mitiga il positivo andamento espresso dall’occupazione. Mentre la crescita degli occupati residenti a Nova Gorica nel decennio è stata del 18,6%, l’aumento manifestato nella fascia di età 15-34 anni si è limitato all’11,2%.
 
 
LE IMPRESE
Sulla base delle evidenze di lungo periodo disponibili (8), la dinamica delle imprese attive con sede a Gorizia manifesta una flessione del 10,1% (da 2.517 a 2.264), che riguarda in particolare le due principali branche di attività economica, il commercio (-20,1%) e le costruzioni (-13,2%), rappresentative di quasi il 50% del totale (9).
L’effetto della diminuzione della popolazione goriziana sulle attività legate ai consumi e all’acquisto di immobili è, pertanto, piuttosto evidente. L’attività di alloggio e ristorazione rimane sostanzialmente stabile nel periodo mentre l’attività manifatturiera e l’agricoltura flettono leggermente in valore assoluto ma in misura meno che proporzionale rispetto al quadro complessivo (10).
 
La dinamica delle imprese operanti a Monfalcone è simile a quella di Gorizia negli aspetti strutturali, anche se con qualche differenza in termini numerici. La riduzione del numero di imprese attive si limita, infatti, al 7,1% ed è dovuta in particolare, anche in questo caso, al commercio (-12,8%) e, soprattutto, alle costruzioni (-20,7%), settori che rappresentano oltre il 40% del totale (11).
 
Pare di poter dire, pertanto, che il cospicuo aumento della comunità straniera non abbia prodotto particolari benefici per i settori di punta dell’economia monfalconese. Una leggera flessione investe l’attività manifatturiera mentre nel periodo considerato è in crescita l’attività di alloggio e ristorazione (12).
 
Nel periodo 2013-2023 la dinamica imprenditoriale di Nova Gorica evidenzia una crescita del 12%, da 3.654 a 4.092 imprese (13), differenziandosi rispetto all’andamento negativo che ha invece caratterizzato Gorizia e Monfalcone.
 
Sotto l’aspetto strutturale si può osservare una prevalenza delle attività professionali, tecniche e scientifiche (18% delle imprese totali nel 2023), che sopravanza il settore commerciale (15%), le altre attività di servizi (14,3%), per lo più rappresentate da servizi domestici a favore delle famiglie, e le costruzioni (10,3%). Nonostante la crescita nominale (14), il commercio e le costruzioni, tradizionali settori portanti dell’economia locale, non riescono a tenere il passo di altre attività, quali le professioni legate alla conoscenza e i servizi alle persone; quest’ultime manifestano una certa correlazione con l’invecchiamento della popolazione di Nova Gorica.


 
 
L’OCCUPAZIONE
Il numero medio degli addetti delle imprese operanti a Gorizia nel periodo 2013-2021 si riduce dell’1,3% da 8.713 a 8.600 unità (15).
Gli effetti dell’andamento delle imprese in termini occupazionali (16) confermano per Gorizia la crisi del settore commerciale e, soprattutto, dei trasporti, i cui addetti a livello comunale si riducono del 15,3% per il primo e del 28,8% per il secondo, così come quelli impiegati nell’attività manifatturiera (-6,5%) mentre si espande l’occupazione nei servizi di supporto alle imprese (+72,2%) e nell’ambito della sanità e assistenza sociale (+19%).

La tipologia delle imprese che manifestano una crescita occupazionale rivela sia la correlazione con la dinamica demografica, nei termini della necessità di assistere una popolazione sempre più anziana, sia la difficoltà dell’economia goriziana di creare nuovi posti di lavoro caratterizzati da un reddito adeguato, poiché i servizi di supporto alle imprese sono sostanzialmente determinati dal lavoro interinale e dalle occupazioni legate alle pulizie di immobili e siti industriali.
 
Il numero medio degli addetti delle imprese operanti a Monfalcone nel periodo 2013-2021 si accresce in misura significativa (+22,2%, da 11.262 a 13.770 unità), grazie alle attività manifatturiere (+772 unità, pari a +15,6%), dove è impiegato oltre il 40% del totale degli addetti, alle costruzioni (+458 unità, pari a +44,3%) ma soprattutto ai servizi di supporto alle imprese (+1.005 unità, pari a +233,1%), confermando il quadro di un’occupazione legata all’attività della cantieristica e di settori a basso valore aggiunto. La flessione più rilevante è del settore commerciale (-172 unità, pari a -10,1%), che conferma la correlazione con la diminuzione del numero delle imprese della specie.
 
La dinamica occupazionale di Nova Gorica risulta molto sostenuta nel decennio 2013-2023. Il numero dei residenti occupati aumenta, infatti, da 11.830 a 14.033 (+18,6%), portando il tasso di occupazione dal 44,7% al 51,1%, da cui scaturisce anche una consistente flessione del tasso di disoccupazione dal 12,2% al 4,1%. La crescita dell’occupazione riguarda sia i maschi (dal 50 al 56,5%) che, soprattutto, le femmine (dal 39,7% al 45,7%), mentre è la disoccupazione maschile a migliorare maggiormente nel periodo (dal 12,3% al 3,6% mentre quella femminile passa dal 12% al 4,6%).
 
Nel periodo cresce anche il lavoro autonomo (da 1.481 a 1.729 addetti, +16,7%).
 
Nell’ultima parte del periodo considerato il tasso di occupazione degli abitanti di Gorizia si mantiene stabilmente al di sopra del 45%, quello dei monfalconesi si dimostra leggermente superiore e in crescita (17). In base al dato più aggiornato a disposizione (2021, dati Istat), il tasso di disoccupazione è minore a Gorizia (8,64%) rispetto a Monfalcone (9,45%) mentre per entrambe le città la partecipazione complessiva al mercato del lavoro da parte dell’universo femminile è inferiore rispetto a quello maschile. Ciò che contraddistingue Monfalcone è, in particolare, l’elevato valore del tasso di inattività che esprime il mondo femminile, dovuto probabilmente anche alle difficoltà di inclusione e ad aspetti culturali e religiosi che caratterizzano la comunità straniera.
 
Le opportunità lavorative sono influenzate anche dal diverso tasso di imprenditorialità, che vede Gorizia, seppur in regresso, vantare un valore superiore a quello di Monfalcone, la cui dinamica discendente è più accentuata rispetto a quella di Gorizia (18). Poiché l’indicatore considerato esprime il numero di imprese rapportato alla popolazione media residente, la diversa dinamica demografica ha certamente influito sui valori delle due città ma sembra di poter dire, tuttavia, che la cospicua crescita della comunità straniera di Monfalcone non abbia portato a significativi benefici sotto il profilo dello sviluppo di nuove imprese, in quanto fortemente concentrata nell’occupazione della cantieristica.
 
 
I REDDITI
L’evoluzione demografica del territorio si riverbera anche sull’andamento reddituale (19). Nel Comune di Gorizia il numero di contribuenti si riduce del 9,2% da 30.124 (2012) a 27.353 (2021), al contrario di Monfalcone, dove lo stesso indicatore cresce da 21.098 a 21.948 (+ 4%). Per entrambe le città aumentano il numero dei lavoratori dipendenti, in particolare per Monfalcone (+19,6%; +1,9% per Gorizia) mentre si riduce in misura sostanziosa quello dei pensionati (-17,4% per Gorizia, -13,7% per Monfalcone).
 
L’ammontare medio del reddito imponibile 2021, pari a 21.746 euro per ciascun contribuente di Gorizia (+13,9% rispetto al 2012) e 20.204 euro per Monfalcone (+6,7%), è conseguente a un livello di reddito da lavoro dipendente più elevato per Gorizia mentre quello delle pensioni è maggiore per Monfalcone (20). È significativo il fatto che nel decennio considerato il reddito medio da lavoro dipendente aumenti per entrambe le città nella stessa misura (+3,2%), il che denota una forte stagnazione delle retribuzioni, tenuto conto dell’ampio lasso di tempo considerato L’immagine che ne deriva è pertanto quella di due economie locali che sanno esprimere opportunità lavorative piuttosto povere sotto il profilo reddituale, in particolare quella monfalconese.
 
Nel decennio considerato per entrambi i comuni si assiste anche ad una consistente riduzione del numero di contribuenti per lavoro autonomo (Gorizia - 47,7% di unità, -22,7% di reddito imponibile dichiarato; Monfalcone -54,6%, -36,1%, rispettivamente), di imprenditori in contabilità ordinaria (Gorizia -43,4%, -14,5%; per Monfalcone -45%, -0,9%) e contabilità semplificata (Gorizia -43,8%, -23,1%; per Monfalcone -33,3%, -23,6%), evidenziando una struttura imprenditoriale carente nella dimensione numerica e nell’aspetto evolutivo.
 
Il confronto tra i contribuenti delle due città evidenzia infine una maggior percentuale di contribuenti di Gorizia (21) nelle fasce di reddito più elevate rispetto a quella di Monfalcone (22). Il confronto nel decennio esprime inoltre una maggior mobilità dei contribuenti goriziani verso le fasce di reddito imponibile più elevate, indicando un miglioramento delle condizioni economiche più ampio rispetto a quello dei monfalconesi.
 
Non si hanno a disposizione dati riguardanti la struttura reddituale degli abitanti di Nova Gorica.
 
CONCLUSIONI
L’analisi compiuta parte dall’evoluzione del contesto demografico per verificare le conseguenze su alcuni paradigmi della crescita economica (in particolare imprese, occupazione e reddito), che nel complesso agiscono da volano di sviluppo del benessere e della qualità della vita.
 
La struttura demografica di Gorizia evidenzia delle criticità in parte ascrivibili all’ “inverno demografico” che caratterizza nel suo complesso il territorio nazionale ma anche ad una sostanziosa perdita di attrattività in termini di opportunità lavorative, che ha indotto molti giovani a ricercare altrove le stesse, cambiando conseguentemente la residenza.
Ciò che preoccupa, in particolare, è la perdita di giovani nella fascia di età fra 20 e 34 anni, fenomeno che si riscontra anche per altri ambiti territoriali (23) ma non con l’ampiezza sperimentata da Gorizia. Il fattore evidenziato è particolarmente importante perché proprio questa fascia di età rappresenta i giovani che stanno entrando o entreranno nel mercato del lavoro ed è quindi ad essa che corrisponderà, in termini attuali e prospettici, la maggiore propensione al consumo di beni mobili e immobili e la conseguente domanda di beni e servizi sul territorio. Si tratta quindi di quella parte della popolazione cui è affidata, in misura sostanziosa, la futura crescita dell’economia cittadina. Si tenga inoltre presente che sempre in questa fascia di età va individuata la futura classe dirigente e imprenditoriale della città. Si tratta pertanto di un fenomeno che va assolutamente eliminato poiché mina le potenzialità di crescita dell’economia del territorio, che sono fortemente correlate con la popolazione in età lavorativa. Una delle cause della limitata presenza di opportunità lavorative si rinviene nella scarsa e sempre più ristretta densità imprenditoriale, aggravata dalla presenza, in buona parte, di imprese a scarso valore aggiunto. Di  conseguenza la crescita del reddito procapite è quasi interamente dovuta al reddito da pensione, espressione della popolazione non attiva.
 
L’evoluzione demografica di Monfalcone è fortemente condizionata dall’incremento di cittadini stranieri, che ormai superano il 30% del totale della popolazione. Il consistente sviluppo occupazionale dovuto a Fincantieri e al suo indotto non si riverbera però completamente nell’ambito reddituale, essendo espressione, nella quasi totalità, di redditi medio/bassi. Tali redditi, per la loro dimensione e per la parziale canalizzazione verso il paese di origine del percettore sotto forma di rimesse, paiono fungere debolmente da moltiplicatore di consumi, attivando pertanto in misura limitata le leve di crescita della produzione industriale, artigianale e del commercio monfalconese.
 
L’analisi svolta denota che Gorizia e Monfalcone sono accomunate dalla necessità di attuare delle strategie di sviluppo per accrescere l’insediamento di molteplici attività produttive volte, per Gorizia, ad attirare e mantenere la parte più giovane della propria popolazione, per Monfalcone, a diversificare maggiormente le opportunità lavorative, affrancandosi, almeno in parte, dal monopolio vantato da Fincantieri sotto questo profilo.
 
La popolazione di Nova Gorica, seppur in equilibrio numerico nell’ultimo decennio, denota una sempre maggior rilevanza della componente più anziana a scapito di quella giovanile. Ciò nonostante la crescita occupazionale sperimentata nel periodo mette in luce un'apprezzabile capacità imprenditoriale, ben testimoniata dall’aumento del numero delle imprese; per alimentare tale capacità e mantenere elevato il benessere collettivo, è necessario tuttavia che si risolvano alcuni nodi legati alla carenza di siti produttivi e, soprattutto, di immobili atti a favorire l’insediamento dei giovani.◼
 

NOTE
  1. Tutti gli indicatori che riguardano la popolazione delle tre città considerate in questo articolo si riferiscono al 31 dicembre dell’anno segnalato. L’elaborazione che riguarda i Comuni di Gorizia e Monfalcone è tratta da Tuttitalia.it, che li ha desunti dall’Istat. Dal 2018 i dati tengono conto dei risultati del censimento permanente della popolazione, rilevati con cadenza annuale e non più decennale.
     
  2. Con l’unica eccezione del 2020 (+ 518 abitanti rispetto all’anno precedente).
     
  3. 17.137 nel 2022; + 2 rispetto al 2013.
     
  4. Per tutti i risultati che riguardano i cittadini stranieri il dato si riferisce al 1° gennaio dell’anno indicato per Gorizia e Monfalcone, al 31 dicembre per Nova Gorica.
     
  5. La comunità straniera più numerosa nel 2013 era quella proveniente dal Kosovo con il 16,3% del totale, seguita dalla Bosnia-Erzegovina (15,9%), Slovenia (9,9%), Serbia (6,3%), Cina (5,5%), Croazia (4,8%), Romania (4,7%) e Marocco (4,4%). La comunità straniera più numerosa nel 2023 è invece quella proveniente dalla Slovenia con il 16,9%, seguita dal Kosovo (11%), Bosnia-Erzegovina (7,9%), Romania (7,6%), Marocco (5,5%), Cina (4,6%) e Macedonia del Nord 4,4%.
     
  6. Nel 2023 la comunità straniera più numerosa è quella proveniente dal Bangladesh con il 52,3% del totale, seguita dalla Romania (16,1%) e dalla Croazia (4,9%). Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina e Albania raggiungono complessivamente il 10% della popolazione straniera. Nel 2013 la comunità straniera più numerosa era sempre quella proveniente dal Bangladesh, con il 34,9% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dalla Romania (13,5%), Bosnia-Erzegovina (8,7%), Croazia (7,8%), Macedonia del Nord (7%) e Albania (3,4%).
     
  7. Tutti i dati proposti che riguardano Nova Gorica derivano da elaborazioni tratte dall’Ufficio di Statistica della Slovenia attraverso il sito Stat.si.
     
  8. Elaborazione su dati della CCIAA della Venezia Giulia, anni 2013-2021.
     
  9. Nel 2013 il 30,9% delle imprese goriziane era riferito al commercio, il 17,4% alle costruzioni, percentuali che scendono nel 2021 rispettivamente al 27,5% e 16,8%.
     
  10. Nel 2021 l’incidenza dell’attività di alloggio e ristorazione sul totale delle imprese è pari al 9,5% (8,5% nel 2013), l’attività manifatturiera pesa il 7,1%, l’agricoltura il 5,8%.
     
  11. I valori corrispondenti sono il 25,3% per il commercio e il 16,5% per le costruzioni, a fronte del 27% e del 19,3%, rispettivamente, del 2013.
     
  12. Per l’attività manifatturiera -1,6%, pari al 14,5% del totale, per l’attività di alloggio e ristorazione +2,1%, pari all’11% del totale.
     
  13. Elaborazione su dati tratti dal Registro delle imprese della Slovenia.
     
  14. Rispettivamente del +2,5% per il commercio, +7,1% per le costruzioni.
     
  15. Elaborazione su dati Istat – “Imprese e addetti”.
     
  16. Nel 2021 la composizione degli addetti delle imprese attive operanti nel comune di Gorizia vede la prevalenza del commercio (19,5%), delle attività manifatturiere (14,7%), dei servizi alle imprese (12,7% a fronte del 7,3% del 2013), delle costruzioni e dei servizi della sanità e assistenza sociale (entrambe 7,4%); elaborazione su dati Istat.
     
  17. Dal 2019 al 2021 l’indice sale dal 45,6% al 46,8%.
     
  18. Sulla base dei dati Istat a livello territoriale, il tasso in questione era per Gorizia pari al 69,4% nel 2014 e 68,6% nel 2021; per Monfalcone 62,7% e 57,2%, rispettivamente.
     
  19. Tutte le risultanze riportate derivano da elaborazioni su dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Finanze, Analisi statistiche a livello comunale su dichiarazioni fiscali.
     
  20. Per Gorizia l’ammontare medio dei redditi da lavoro dipendente è di 21.139 euro (20.486 euro nel 2012) e di 20.135 euro da pensione (15.937 euro nel 2012); per Monfalcone il reddito medio da lavoro dipendente è di 18.973 (18.381 nel 2012) e di 20.517 euro da pensione (17.801 nel 2012). (21) Per quanto concerne la distribuzione del reddito imponibile per fasce, nel 2012 oltre il 75% dei contribuenti goriziani manifestava un reddito imponibile compreso tra 0 e 26.000 euro, per un valore complessivo pari al 50% del totale. Nel 2021 il numero di contribuenti scende sotto il 70%, il valore complessivo poco sopra il 40%. La fascia di reddito superiore ai 26.000 e fino ai 75.000 euro vede nel 2012 la presenza di una percentuale leggermente superiore al 20% del totale per un imponibile complessivo di circa il 40%. Nel 2021 entrambi gli indicatori crescono in misura significativa; il numero dei contribuenti raggiunge il 30% portando il valore complessivo intorno al 50% del totale.
     
  21. L’ultima fascia, quella superiore ai 75.000 euro di reddito imponibile, vede nel 2012 una presenza residuale di circa il 2% del totale dei contribuenti, che rappresentano un imponibile complessivo del 10% circa; nel 2021 tale presenza, pur crescendo leggermente, si mantiene intorno al 2%, innalzando poco al di sopra del 10% l’imponibile complessivo.
     
  22. Nel 2012 quasi il 78% dei contribuenti monfalconesi aveva un reddito imponibile compreso tra 0 e 26.000 euro per un valore complessivo di circa il 55% del totale. Nel 2021 il numero di contribuenti e il valore complessivo scendono di circa tre punti percentuali, manifestando quindi un minor innalzamento del reddito rispetto a Gorizia. La fascia di reddito superiore ai 26.000 e fino ai 75.000 euro nel 2012 risulta del 20% del totale, per un imponibile complessivo che si avvicina al 40%. Nel 2021 entrambi gli indicatori salgono, anche se in misura meno consistente rispetto a Gorizia; il numero dei contribuenti passa al 25%, il valore complessivo intorno al 44% del totale. L’ultima fascia, quella superiore ai 75.000 euro di reddito imponibile, vede nel 2012 una presenza residuale di poco superiore all’1% del totale dei contribuenti, che rappresentano un imponibile complessivo dell’8% circa; nel 2021 entrambi gli indicatori scendono, anche se in misura contenuta.
     
  23. La considerazione non riguarda Monfalcone, dove il totale dei giovani nelle fasce di età evidenziate cresce del 24% nel periodo.
data di pubblicazione: 31-05-2024
autore: Renato Vizzari | fonte: Nuova Iniziativa Isontina n.91 | tema: PRIMO PIANO
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