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Nuova data per ‘INTERNATI!’, lo spettacolo che racconta dei preti arrestati nel 1915 e reclusi in Italia
Domenica 18 gennaio 2026, ore 17.30 in sala “Incontro” - Basato sul lavoro di ricerca di Camillo Medeot, è stato scritto e proposto da Ivan Bianchi e Vanni Feresin. La regia è di Enrico Cavallero.
Con piacere vi comunichiamo riproposta una nuova data per lo spettacolo "INTERNATI!", scritto da Ivan Bianchi e Vanni Feresin, liberamente tratto dalla monografia di Camillo Medeot del 1969, con in scena gli stessi autori e il giovane Simone Candotto (debutto), con le letture di Enrico Cavallero, che ne ha anche curato la regia, e di Francesca Cavallero.
Lo spettacolo verrà riproposto domenica 18 gennaio 2026, ore 17.30 presso la sala “Incontro”, via Veniero 1 Gorizia.
INGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE A: centrotradizionisrocco@gmail.com Farra d’Isonzo, 1933. Nella casa canonica del paese don Francesco Spessot è assorto alla tastiera di un vecchio harmonium. Mentre sta provando alcuni brani, rapito dalla musica, suona un campanello: è monsignor Giovanni Kren, suo amico anche se più vecchio di quasi vent’anni. La loro è un’amicizia che dura da tanto e che ha passato anche una Guerra Mondiale, la prima. Quella che ha lasciato su oltre sessanta preti del territorio il marchio indelebile di “internati”, ovvero reclusi in varie località d’Italia (Torino, Firenze, Lucca, Trapani, Marsala e tanti altri) con varie accuse. Prima fra tutte quella di essere “austriacanti”, o addirittura “odiatori degli italiani”. Accuse infondate ma dettate dalla psicosi dell’esercito italiano appena giunto nel Goriziano e che non aveva trovato l’accoglienza festosa promessa da stampa e dalle alte gerarchie.
Oltre sessanta storie di uomini che hanno pagato il servizio al proprio gregge e alla Chiesa con la reclusione e l’internamento – qualcuno per non far mai ritorno a casa – che Camillo Medeot, negli anni ’60, recuperò e trascrisse in articoli apparsi su Iniziativa Isontina e, poi, in un volume, “Storie di preti isontini internati nel 1915”. Isontini perché si andò da Grado fino a Caporetto, con poche eccezioni.
Storie che a cinquant’anni dalla prima pubblicazione del 1970, nel 2020, sono tornate alla ribalta grazie alla ristampa voluta e finanziata da don Renzo Boscarol che, scomparso nel 2021, non ha potuto vedere l’opera nuovamente in vita.
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