Nel programma generale del progetto, sostenuto dal fondamentale contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, il convegno costituiva la fase finale, oltre che riassuntiva e propositiva dell’intera attività svolta nel 2019.
In questo senso, va inserito il Concerto tenutosi nella Basilica patriarcale di Aquileia da parte dell’orchestra e coro Thomas Shippers di Gorizia, – direttore Carlo Grandi, accompagnato dal maestro di coro Manuela Marussi. – Grazie anche alla preziosa collaborazione della Fondazione Basilica di Aquileia, orchestra e coro hanno eseguito davanti ad un migliaio di persone che hanno stipato ogni ordine di posti e anche in piedi, la Messa da Requiem in re minore KV 626 in onore al bicentenario della morte del suo autore, W.A.Mozart.
Quale ulteriore anticipazione, oltre alla visita alla città di Fiume in vista anche dello svolgimento nel 2020 delle attività quale “Capitale Europea della Cultura”, ICM ha organizzato in ottobre una intera giornata in Carnia coinvolgendo un nutrito gruppo nella visita tematica “I legami tra Aquileia e la Carnia”: alla mattina un evento specifico a Zuglio con visita guidata all’insediamento romano-aquileiese (Museo Archeologico e Foro); il pomeriggio a Tolmezzo, dove è stata anzitutto richiamata , grazie allo studioso triestino David Di Paoli , la particolarità storica e culturale del “canto patriarchino”, il cosiddetto “dialetto liturgico” esteso per secoli tra la Dalmazia e la Carnia. Alla sua puntuale ed articolata illustrazione di questa preziosa “eredità” contemporanea al periodo cristiano di Aquileia, è seguito poi il concerto del coro “Rosas di Mont” di Ovaro, che ha fatto sentire alcuni canti che un illuminato Parroco proprio di Ovaro ha saputo e voluto tenere in vita e far conoscere. Nella stessa sala del cinema David, è stato infine presentato dai suoi autori e successivamente anche proiettato il lungometraggio del regista goriziano Cristian Natoli intitolato “Figli di Maria”, che ripercorre il viaggio del Milite Ignoto da Aquileia a Roma nel 1921, dopo il suo riconoscimento in Basilica da parte di Maria Bergamas, la gradiscana madre di un figlio mai tornato dalla guerra.
Il filmato, integrato da sequenze del Primo conflitto mondiale e dalle testimonianze della nipote della Bergamas e di figli o nipoti di personalità goriziane che hanno tenuto memoria di quella immane tragedia, ha coinvolto emotivamente il pubblico presente che ha potuto cogliere il nesso molto stretto tra Aquileia, il suo Cimitero degli Eroi, il sacrificio di vite umane, la riconoscenza delle popolazioni che hanno seguito il viaggio da Cervignano a Roma, fino alla deposizione della salma all’Altare della Patria.