Alle elezioni comunali di, si suppone, fine maggio Monfalcone si presenta senza dubbio con un volto diverso. Almeno in parte. Nei suoi sei anni e mezzo di mandato il sindaco Anna Cisint e la sua amministrazione hanno acquisito 35 milioni di euro di finanziamenti che, come è consueto avvenga per il pubblico, solo in una certa quota sono stati messi a frutto o lo saranno a breve. Dei 9 milioni ottenuti dalla Regione per il Piano di rilancio della città, nell'ambito del litorale, carsico, del centro e di punti di attrazione come terme e testata del canale Valentinis sono visibili solo i lavori relativi alla riqualificazione proprio di quest'ultima.
L'intervento che ridisegnerà piazza della Repubblica e piazza Unità d'Italia, nel cuore di Monfalcone, è slittato causa la difficoltà di reperimento dei materiali che affligge un po' tutte le imprese edili, mentre è partita la trasformazione dello spazio a piano terra del municipio in un museo destinato a raccontare la storia della città nel periodo medievale, grazie anche ai ritrovamenti effettuati con la messa in sicurezza e il restauro del palazzo.
Le operazioni su Terme romane, dove è prevista finalmente la creazione di un'ala wellness con piscina coperta, e Marina Julia sembrano più distanti. A differenza della progettazione per la riapertura della Galleria rifugio antiaereo, pure finanziata dai fondi regionali, e che andrà a completare l'offerta “storica” del Carso monfalconese, in attesa della riqualificazione dell'area di salita Mocenigo, pensata come una delle porte d'ingresso al Parco comunale delle colline carsiche.
Chi usa la bici forse vorrebbe però connessioni coerenti con e all'interno dei comuni limitrofi, in direzione del Polo intermodale da un lato e con Trieste dall'altro
La rete delle piste ciclabili per ora può contare su un primo nuovo tratto di 470 metri ricavato lungo il tracciato della ferrovia Fincantieri, per la cui trasformazione integrale, fino al confine con Ronchi dei Legionari, l'attuale amministrazione ha chiesto un contributo di 1,2 milioni alla Regione. Chi usa la bici forse vorrebbe però connessioni coerenti con e all'interno dei comuni limitrofi, in direzione del Polo intermodale da un lato e con Trieste dall'altro.
Rispetto al tema dell'abitare è stata avviata la ristrutturazione della centrale Casa Mazzoli, sgomberata nel 2008 e disabitata da allora, ma si è bloccato il recupero dell'immobile “otto alloggi” di via Rossetti a Panzano e il tema casa resta sempre centra-le. Al di là degli interventi di ristrutturazione, Ater non prevede nuove edificazioni e non sono ancora a disposizione i 67 alloggi ricavati nell'area ex Gaslini dal Fondo Housing sociale Fvg, destinati alla locazione e all'acquisto per quella fascia di giovani famiglie, ma anche anziani, che rientrano nella cosiddetta “fascia grigia”. Cioè persone non in grado per i propri mezzi di trovare sul mercato, a Monfalcone davvero complicato dall'alta domanda di locazioni, la casa adatta, ma in possesso di redditi superiori a quelli che danno accesso all'edilizia residenziale pubblica.
Sul fronte delle strutture scolastiche si è invece finalmente chiusa la vicenda della nuova scuola dell'infanzia di largo Isonzo, è stata pianificato il rifacimento in toto della “materna” di via della Poma e della primaria Sauro, Fincantieri ha realizzato la nuova scuola dell'infanzia di via delle Mandrie, si è iniziato a parlare di una cittadella scolastica per le superiori in affanno per troppi iscritti e alla ricerca di nuovi spazi. Se le liste d'attesa all'infanzia paiono un ricordo, non pare però esserlo il tema della composizione delle classi, dell'inserimento di bambini e ragazzi non italofoni in corso d'anno, della “fuga”, che esiste, degli italiani fuori Monfalcone.
Monfalcone continua a scontrarsi da un lato con la presenza, inserita nel suo nucleo urbano, di una centrale termoelettrica la cui proprietà, A2a, vuole trasformare a gas e dall'altro con il faticoso adeguamento infrastrutturale del suo porto
La città, che stando a dati Istat è cresciuta di 404 unità nel 2021, chiudendo l'anno a 29.637 residenti grazie al saldo migratorio e a un saldo naturale poi così non in perdita, contava del resto a fine 2020 il 28,6% della popolazione di origini straniere con sul 13% degli abitanti complessivi di origine bengalese. Motore dell'immigrazione resta sempre il lavoro generato da Fincantieri e, secondo il sindaco, una politica dei ricongiungimenti che va rivista. A Monfalcone, dove agli “stranieri” vanno aggiunti i cittadini che hanno acquisito la cittadinanza italiana, la convivenza c'è, ma la sensazione è che, più che in passato, forse, le varie componenti della popolazione si muovano su piani paralleli.
In una città che si è fatta più pulita e curata, dove i giardini attrezzati sono aumentati e il litorale è diventato attrattivo, si sono allacciate relazioni importanti sotto il profilo culturale (con la Fondazione Pordenonelegge per il festival Monfalcone Geografie, con la Fondazione Musei civici di Venezia, con la Fondazione Carigo), l'offerta commerciale tutto sommato ha tenuto (grazie anche alle azioni fiscali e di sostegno realizzate dal Comune) e una realtà come Red Bull ha deciso di investire nella nautica e nella vela, restano i nodi creati non solo dall'immigrazione, ma anche da soggetti e temi di portata nazionale.
Monfalcone continua a scontrarsi da un lato con la presenza, inserita nel suo nucleo urbano, di una centrale termoelettrica la cui proprietà, A2a, vuole trasformare a gas e dall'altro con il faticoso adeguamento infrastrutturale del suo porto. La stessa fatica con cui si sta inoltre cercando di sciogliere alcuni annosi nodi nella viabilità cittadina, da cui, va dato atto, è scomparso il transito dei mezzi “pesantissimi” dediti al trasporto delle bramme.
Dai due anni di pandemia Monfalcone era comunque uscita con un tessuto economico senza quelle lacerazioni che il conflitto in Ucraina ora rischia di produrre a più livelli. A differenza del sistema sanitario messo di certo sotto forte pressione dall'emergenza sanitaria, ma che, per stare alla questione dei Medici di medicina generale, pensionati e spesso non rimpiazzati a Monfalcone, di certo ancora meno facilmente accessibili, forse non è stato capace di programmare.◼