Improvvisamente, il 15 luglio, ci ha lasciati Ettore D’Osvaldo. Ricordarlo non è semplice per chi, come me, ha condiviso con lui i momenti belli della giovinezza nella Comunità di San Giusto, dove, con don Valle, ci siamo formati e abbiamo continuato a condividere la nostra vita di fede e civile, io giovanissimo, lui con qualche anno in più. Abbiamo avuto la gioia di vivere insieme alcuni passi importanti della nostra vita, Ettore mio testimone di nozze e io padrino di sua figlia Anna che ci ha lasciati, giovanissima, nel 2019.
Abbiamo avuto la gioia di vivere insieme alcuni passi importanti della nostra vita, Ettore mio testimone di nozze e io padrino di sua figlia Anna che ci ha lasciati, giovanissima, nel 2019
La sua vita è stato un continuo servizio, principalmente alla Chiesa, innanzitutto con la musica, a partire da quella degli anni ‘70-‘80 con il gruppo musicale parrocchiale di San Giusto
La sua vita è stato un continuo servizio, principalmente alla Chiesa, innanzitutto con la musica, a partire da quella degli anni ‘70-‘80 con il gruppo musicale parrocchiale di San Giusto: in esso confluivano tanti ragazzi e giovani che, con vari strumenti, chitarre, flauti, clarinetti, oltre al canto, animavano la messa delle 9.30. Alcuni poi hanno anche partecipato, seguendo le sue proposte, a campi nazionali sulla musica liturgica.
Ettore, a livello parrocchiale, ha continuato a San Giusto per più di quarant’anni e per alcuni anni a livello diocesano con l’indimenticabile “Musica Insieme”, che alternava periodi di formazione a Zovello e di animazione liturgica delle principali celebrazioni diocesane.
Quante persone hanno svolto e continuano a svolgere questo servizio grazie al suo aiuto! Ha diretto vari cori: Seghizzi, la Corale di Lucinico, il coro del gruppo latino-americano e quello dell’ISIS “D’Annunzio”, la sua scuola, partecipando anche a Montecatini al Festival di Primavera riservato ai cori scolastici.
È stato insegnante di religione per più di quaranta anni, la maggior parte all’ISIS D’Annunzio, dove ha svolto anche il ruolo di vicepreside
È stato insegnante di religione per più di quaranta anni, la maggior parte all’ISIS D’Annunzio, dove ha svolto anche il ruolo di vicepreside, lasciando negli alunni e nel personale scolastico un forte e apprezzato ricordo. Punto di riferimento per noi colleghi di religione, sempre disponibile ad aiutare e consigliare. Non si è mai fermato nello studio: varie le lauree, approfondimento degli studi musicali, negli ultimi anni a Roma. Aveva grandi progetti per quando avrebbe terminato questa sua ultima fatica.
Si è impegnato in politica: la riteneva, citando Papa Paolo VI, «la più alta forma di carità», avendo come punto di riferimento la Dottrina sociale e la difesa della famiglia
Si è impegnato in politica: la riteneva, citando Papa Paolo VI, «la più alta forma di carità», avendo come punto di riferimento la Dottrina sociale e la difesa della famiglia. In particolare, nell’UDC, di cui è stato segretario, come consigliere comunale, membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto di Musica, Commissario del Distretto n. 14 e negli altri incarichi a lui affidati. Anche per queste ultime elezioni si era impegnato, anche se non personalmente, in quanto era stato nominato Presidente Regionale del Forum delle Famiglie, fiero di questa nomina, anche qui aveva tanti progetti da realizzare.
Ricordandolo non posso non citare il suo lungo matrimonio con Annalisa, coronato da quattro figlie e sei nipoti. La loro casa era sempre aperta agli amici, dove si potevano trovare accoglienza, consigli, o essere luogo di grandi discussioni durante un pasto. Talvolta poteva sembrare un po’ rigido, ma si percepiva che trasmetteva ciò in cui credeva e che viveva.
Una vita intensa, spesa nel servizio gratuito a tutti i livelli, incentrata nella partecipazione all’Eucarestia e sempre alla luce della Parola, che cercava di mettere in pratica e testimoniare.
Paolo, nella lettera a Timoteo ha scritto: «Ho combattuto la buona battaglia, ho finito la corsa, ho conservato la fede». Questo è successo anche all’amico Ettore, troppo presto e improvvisamente per chi resta, anche se, forse, si sentiva preparato. Ma dobbiamo accettare, anche se con fatica, quanto detto da Papa Francesco nel Regina Coeli del 10 maggio 2020: «Non dimentichiamolo: la dimora che ci attende è il Paradiso. Qui siamo di passaggio. Siamo fatti per il Cielo, per la vita eterna, per vivere per sempre».
Infine, voglio ricordarlo citando quanto ha scritto, alla notizia della sua partenza, una persona che lo aveva conosciuto molti anni fa: «Mi spiace tanto... Lo ricordo come una buona persona e un bel sorriso nel viso pacato».
Addio Ettore, ci mancherai, ma continuerai a sorriderci e cantare da lassù con ognuno di noi.◼