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HOME > Articoli e notizie:La diplomazia delle voci

La diplomazia delle voci

"Cum canto populorum unio"

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Ogni anno Gorizia ospita uno dei più prestigiosi concorsi di canto corale a livello internazionale dedicato alla memoria del maestro Augusto Cesare Seghizzi (1873-1933), apprezzato compositore, direttore di coro e suo illustre cittadino.
 
Sin dalla sua nascita avvenuta nel 1962, la manifestazione si è distinta per una visione universale della musica concepita come mezzo di comunione fra i popoli capace di valicare ogni confine geografico e temporale e di superare barriere sociali, ideologiche e politiche nel segno e di una auspicata e rinnovata fratellanza, con il pensiero rivolto in particolare alla delicata realtà “di frontiera” di quel periodo.
 
Fu così che nel 1963 – non senza qualche inevitabile polemica – la Jugoslavia venne invitata a partecipare alla prima edizione internazionale del concorso, anticipando di fatto, con una sensibilità ed un’apertura lungimiranti, quelli che di lì a poco sarebbero stati i primi timidi contatti con la Slovenia sul piano politico, ma ancor più umano e sociale, nell’azione sinergetica degli allora sindaci di Gorizia e Nova Gorica Michele Martina e Jožko Štrukelj, e inaugurando quella che sarebbe stata la costante degli anni successivi con tutta una serie di incontri di scambi musicali e culturali promossi dalla Seghizzi con associazioni e organismi statali dei paesi socialisti del blocco orientale.
 
Per la cronaca, alla competizione presero parte ben quattro cori d’oltre confine, con il coro Tone Tomsic di Lubiana risultato vincitore della categoria a voci miste. I rapporti con i nostri diretti confinanti non avevano ancora raggiunto un accettabile grado di distensione dopo le lacerazioni della guerra e il nuovo assetto territoriale ed anche il pacifico raduno di cori si prestava ad interpretazioni politiche certamente fuori luogo ma comprensibili per quegli anni di tensione ancora viva: il cronista del Messaggero Veneto interpretò le parole del quotidiano Primorski Dnevnik a commento della vittoria del coro di Lubiana come una provocazione politica accennando a un'ipotetica “conquista” della ginnastica, roccaforte dell’italianità di Gorizia, e luogo deputato allo svolgimento del concorso.
 
Senza dubbio nel corso di queste ormai 59 edizioni, nonostante le crescenti difficoltà economiche e logistiche, il concorso ha saputo arricchirsi e rinnovarsi, assumendo sempre più un interesse di carattere mondiale e richiamando a Gorizia cori prove-
 
nienti un po’ da tutti i continenti.
«Il nostro scopo resta principalmente quello di portare avanti il concetto di una coralità in grado di offrire modelli concreti di rapporti sociali, in cui la pluralità delle voci musicali che si fondono in un’unica esecuzione può diventare il simbolo della convivenza pacifica e della costruzione di rapporti di autentica amicizia e collaborazione» ha dichiarato Roberto Madotto, presidente della Seghizzi da febbraio 2021. E ancora Madotto: «Siamo orgogliosi di essere stati fra i promotori della cooperazione transfrontaliera e del dialogo interculturale oltre quella che fu la cortina di ferro e di aver potuto contribuire con il nostro impegno e le nostre iniziative, a trasformare questo territorio in un laboratorio sull’incontro fra diversità suggellato ora nella proclamazione di Nova Gorica e Gorizia a capitali della cultura europea 2025, evento nel quale ci sentiamo coinvolti attraverso una serie di progetti che stiamo avviando, quali la realizzazione di un documentario che ricostruirà la storia de La diplomazia delle voci realizzata dalla corale Seghizzi a favore del dialogo fra i popoli, frutto della stretta collaborazione con l’associazione Palazzo del cinema – Iša filma».◼
data di pubblicazione: 30-09-2022
autore: Antonella Martina | fonte: Nuova Iniziativa Isontina n.86 | tema: ARTE E CULTURA
tag redazionali
Augusto Cesare Seghizzi diplomazia Gorizia Jožko Štrukelj Michele Martina musica Nova Gorica scambi musicali
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