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HOME > Articoli e notizie:Gorizia e il nodo alberghi

Gorizia e il nodo alberghi

La Capitale della cultura guarda all’accoglienza diffusa

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Uno scorcio di Borgo Castello. Foto Daniele Tibaldi
Uno scorcio di Borgo Castello. Foto Daniele Tibaldi
Il tutto esaurito delle strutture ricettive a Gorizia ormai è prassi. Grazie a eventi e alla sempre più forte promozione della città, in vista della Capitale europea cultura 2025, non sono poche le occasioni in cui trovare una camera in città diventa una missione difficile. Il dato va visto certamente in positivo, con l’arrivo sempre più alto di persone da fuori, ma rappresenta una criticità non da poco: la scarsa offerta locale di posti letto. Una criticità ben nota al tavolo italiano di GO!2025, tanto che la stessa assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, lo ha evidenziato più volte.  L’esponente della giunta Fedriga aveva posto il tema anche durante un vertice con il sindaco Rodolfo Ziberna e gli altri enti coinvolti nel novembre 2021, facendo la conta di cosa può offrire ad oggi la fu Nizza austriaca. La crisi degli anni scorsi ha causato la chiusura di diversi alberghi, portando alla parallela nascita di strutture molto più piccole destinate a bed&breakfast e per numeri modesti di ospiti. Attualmente, la capacità massima turistica ammonta a circa 500 posti, tra hotel e b&b, attendendo il ritorno alla piena operatività di alcune realtà.
 
La crisi degli anni scorsi ha causato la chiusura di diversi alberghi, portando alla parallela nascita di strutture molto più piccole

Tra queste, si contano l’Hotel Nanut di via Trieste, rilevato dall’azienda Minerva, e il Dante di piazza Transalpina. Immobili che potranno certamente aumentare l’offerta, ma non risolveranno il tema, mentre l’attenzione dell’amministrazione si è indirizzata verso 800 appartamenti sfitti presenti in città. In quello stesso incontro a fine anno scorso, il direttore di Promoturismo Antonio Bravo aveva rilevato che questi potrebbero essere portati sul mercato delle case vacanze, anche con servizi collegati.
Aspetto cruciale sarà il come prenotare, facendo in modo che il fatturato rimanga sul territorio e non a colossi esteri
Aspetto cruciale sarà il come prenotare, facendo in modo che il fatturato rimanga sul territorio e non a colossi esteri. «Dopo il Covid, la città sta esplodendo a livello turistico» conferma Chiara Canzoneri, presidente provinciale di Federalberghi, snocciolando anche alcuni numeri. Ad agosto 2019, per esempio, le presenze in città erano 5.600, poco più di 3.000 quelle nel 2020 - anche a causa delle restrizioni causate dalla pandemia -, mentre nel 2021 sono balzate a oltre 6.000. «Quest’anno sono in ulteriore aumento - ancora la rappresentante -. Personalmente ad oggi registro un +15% rispetto all’anno scorso» nella sua struttura in via Rastello. «Tante iniziative locali aiutano a riempire i posti, ma ci sono comunque tanti turisti a prescindere».
 
Quest’anno, peraltro, sono tornati anche molti più stranieri, a partire da quelli tradizionali dall’Austria. In centro non è difficile trovare ormai famiglie e comitive a passeggio, ma il nodo cruciale è dove alloggiare.

Quest’anno, peraltro, sono tornati anche molti più stranieri, a partire da quelli tradizionali dall’Austria. In centro non è difficile trovare ormai famiglie e comitive a passeggio, ma il nodo cruciale è dove alloggiare. Una questione evidenziata anche dalle organizzazioni delle kermesse culturali, tra cui il Premio Seghizzi e l’associazione Lipizer, con il presidente Lorenzo Qualli che ha rilevato da diversi anni le difficoltà a far alloggiare grandi gruppi in riva all’Isonzo o nei suoi pressi. Non di rado, le macchine organizzative decidono di rivolgersi in Slovenia, fino ad Aidussina, o alle realtà quelle dislocate tra Udine e Trieste. Proprio il modello «diffuso» è quello su cui si sta guardando con interesse, come rileva Canzoneri. «È una situazione importante che va controllata, ci sono difficoltà rispetto a grossi eventi. Ci sono due o tre alberghi in città e poi piccole realtà, ma è difficile ospitare grandi gruppi. L’offerta è limitata ma è una buona palestra per ragionare sul 2025. Non è che lo scopriamo adesso, ci stiamo lavorando da parecchio tempo. Gorizia non avrà la possibilità di ospitare tutti ma ha un territorio che può offrire servizi di ricezione raggiungibili in pochi minuti di macchina. Per i turisti che arrivano da fuori è una cosa normale».
 
Si guarda a un modus operandi meno "Goriziacentrico", quindi, anche perché l’idea di aprire cantieri per nuovi edifici da qui al 2025 è ben poco realizzabile. «Con Confcommercio - ancora la dirigente di Federalberghi - ci stiamo confrontando anche con il Gect, dopo l’estate ci sarà un incontro per l’analisi anche oltreconfine e con i comuni vicini». In questo senso, il raggio d’azione può inglobare Trieste e Udine, ma sarà inevitabile una ridiscussione anche del trasporto pubblico in quel caso. Altrimenti, oltre al problema degli alloggi, ci sarà anche quello di un traffico veicolare insostenibile per la piccola Capitale della cultura.
 
In ogni caso, queste «sono distanze che spaventano più noi che il turista – assicura Canzoneri -. È un lavoro che va fatto dalle associazioni categoria e dalle singole realtà ricettive. Gorizia ha strutture diverse da hotel, ma non significa che non ci siano posti. Dobbiamo concentrarci su quello che già abbiamo e poi i problemi si risolveranno». In questo contesto, non è difficile ipotizzare che iniziative più smart di pernottamento, come Airbnb, possano trarre vantaggio e aumentare la propria presenza. Ad oggi, non si segnalano contatti tra il colosso americano e le realtà locali, ma le stesse istituzioni si dicono attente sulla questione. Anche per evitare che si crei una «giungla», in un contesto che conta già circa 300 alloggi sulla piattaforma. «Siamo in attesa di cosa succederà, vedo tanta buona volontà e voglia di iniziative» conclude l’imprenditrice.◼
 


Il grand Hotel Entourage, nel centro storico di Gorizia. Foto Daniele Tibaldi
data di pubblicazione: 30-09-2022
autore: Timothy Dissegna | fonte: Nuova Iniziativa Isontina n.86 | tema: ARTE E CULTURA
tag redazionali
cultura GO! 2025 primo piano turismo
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