logo desktop
logo mobile
logo desktop
logo mobile
HOME
CHI SIAMO
Storia, Finalità e Attività
Direttivo
Sostenitori
Trasparenza
ARCHIVIO PUBBLICAZIONI
ARTICOLI E DOCUMENTI
Articoli e notizie
Documenti, cataloghi, brochure
GALLERIE FOTOGRAFICHE
EVENTI
CONTATTI
Comunica con noi
Privacy policy
Cookie Policy
  • HOME
  • CHI SIAMO
    • Storia, Finalità e Attività
    • Direttivo
    • Sostenitori
    • Trasparenza
  • ARCHIVIO PUBBLICAZIONI
  • ARTICOLI E DOCUMENTI
    • Articoli e notizie
    • Documenti, cataloghi, brochure
  • GALLERIE FOTOGRAFICHE
  • EVENTI
  • CONTATTI
    • Comunica con noi
    • Privacy policy
    • Cookie Policy

LA RICERCA NON HA PRODOTTO RISULTATI
articoli documenti fotogallery video audio eventi archivio pubblicazioni
SELEZIONE CORRENTE
RICERCA CORRENTE:
HOME > Articoli e notizie:Romans’ 900

Romans’ 900

Immagini di vita e di luoghi in una comunità paesana

indice stampa

Non si tratta di un libro fotografico, ma di un bro anche fotografico. Per questo genere libri, si potrebbe ricorrere, nel giudizio, ola di Fedro: «Vulpes ad personam tragi-cam». Ve la racconto, perché e breve e significativa: «Personam tragicam forte vulpes viderat; quam postquam huc illuc semel atque iterum verterat, ‘O quanta species’ inquit ‘cerebrum non habet!’ Hoc illis dictum est quibus honorem et gloriam Fortuna tribuit, sensum communem abstulit».
 
«Una volpe aveva visto per caso una maschera da tragedia: «Che magnificenza!», disse. «Oh, non ha cervello!». Questo è raccontato per gli uomini cui la Fortuna diede onori e gloria, ma li privò del buon senso».
 
Molti libri di fotografie sono prodotti del genere: esteticamente fantastici, ma vuoti per anima.
 
Romans, di Ivaldi Calligaris, non è così: ci è dentro il cuore, l’anima e il cervello.
 
A cooperare per questa impresa è intervenuta l’intera comunità comunale, sostanziata in tre paesi: Romans, Versa e Fratta. Comunità fatta di persone, messe insieme in un palpitante racconto per immagini, legato da una essenziale, ma parlante, parte scritta. Dunque, lode agli «Scussons» (Pres. Germano Pupin), per averla messa in cantiere; al Comune (Sindaco Michele Calligaris, ma anche l’ex sindaco Furlan), per averla sostenuta, e alla Cassa Rurale di Staranzano e Villesse (Pres. Carlo Antonio Feruglio), per aver legato l’azione economica al territorio, comprendendo bene il detto latino «Homo sine pecunia, imago mortis».
 
Qui la storia «dal di dentro» è stata posta nell’alveo della grande storia: i patimenti di parenti e amici entro il periodo della "Guerra dei Trent’Anni" (dal 1914 al 1944), determinante, che ha portato con sé emigrazione e dittature. Ma anche tanto desiderio di lavoro di rinascita.
 
Pensiamo al nerbo della vita comunitaria che è stata la Chiesa, nel senso di opere, persone e pensiero, e poi alle grandi idee, che qualche fesso attuale condanna come ideologia, nel senso negativo del termine.
 
Qui c’è tutto questo universo e, senza essere barocchi, si potrebbe dire che, con tanti strumenti, Ivaldi Calligaris è stato capace di far suonare un’orchestra.
 
Ne posso parlare tranquillamente: quest’anno ricorre il quarantesimo della mia collaborazione con numerose realtà romanesi (Parrocchia, Comune, Acli, Scussòns, scuola …, ma non solo); in pochi paesi si sono pubblicati tanti libri come a Romans. Non stragi di alberi avvenute invano, queste pagine.
 
Si tratta di indagini a trecentosessanta gradi: storia, economia, spettacolo, divertimento, lavoro in vasta gamma (si ricordino i volumi di Edo Calligaris): ogni anfratto dell’anima romanese è stata frugata, senza lasciare in parte gli altri centri del Comune, come Versa e Fratta.
 
Fin l’arte, la poesia e la letteratura (un Celso Macor …) è stata indagata, valorizzata e promossa. Sì, promossa, la cultura nel Comune di Romans, ad ampio raggio, comprese iniziative come le marce della pace, il teatro, la musica, lo sport, l’ambiente con un bel giardino botanico. Anche i mezzi per esprimere ricerca e novità si sono rinnovati.
 
Nascono cartelle con incisioni di artisti, mostre, filmati come quello su Romans di Umberto Calligaris e, vera poesia in immagini, quello che ha preparato sul fiume Versa …
 
Fin i premi al lavoro sono in vigore a Romans, che ha un museo sulla necropoli longobarda, e di qui ancora novità con il gruppo storico, rievocazioni e film.
 
L’iniziativa genera sempre risultati positivi, con il culmine nella solidarietà inverata nella associazione Solidea a favore di chi soffre.
 
Si diceva dei Longobardi: e qui il cerchio si chiude; catalizzatore è proprio l’Autore di questo libro per immagini: il maresciallo Ivaldi Calligaris, non per nulla anche maestro d’arte (sue, palpitanti illustrazioni di libri e manifesti), scopritore della necropoli longobarda.
 
Con la scoperta io non c’entro, ma col fatto che si annusassero i Longobardi, sì: prima che la necropoli venisse alla luce.
 
Quando spedii il libro uscito per i 400 anni della parrocchia di Romans alla mia professoressa di storia medievale all’Università di Bologna, Gina Fasoli, lei mi scrisse.
 
Evidentemente il libro lo aveva letto, difatti disse: «Romans, nome che puzza di longobardo un miglio».
 
Aveva messo insieme etimologia del nome di paese, i Santi Martino e Giorgio che, guerrieri com’erano, quelli veneravano in modo particolare. E i Longobardi emersero dalla terra, adocchiati da Ivaldi Calligaris.
 
Un grande balzo nel tempo ha fatto Calligaris con questo libro: da Alboino che arriva da noi nel 568, al Novecento, che ci sciorina davanti con immagini e brevi testi, palpitanti di passione e, nello stesso tempo, freddi quel tanto che possano parlarci in termini obiettivi. Romans non è vivace per l’associazionismo, la passione, civile, la solidarietà, la capacità nel divertimento, da adesso: già quand’era austriaca aveva iniziato a muoversi, prendiamo solo due associazioni, la Cassa Rurale e la Latteria.
 
La prima, motore di altre realtà; la seconda, non sono per la novità del settore, ma anche perché aveva aperto una latteria a Grado e, coi proventi, promuoveva il progresso della agricoltura.
 
Se Calligaris mette la foto di quei dirigenti, lo fa con scienza e coscienza.
 
Il lettore di parole e immagini (che parlano, se analizzate con calma e impiego intensivo di cervello), adesso, si aspetterà che ne faccia riassunto: neanche per idea, tempo perso a pensarla così.
 
Caso mai, qualche parola sul lavoro che c’è dietro a questo libro: la capacità di sintesi; tutti sono capaci di sbrodarsi in parole a descrivere una foto. Chi sa, invece, ci mette l’anima e la ragione, l’estro e la documentazione.
 
Lettura di libri, film, documentari; ascolto paziente di persone; confronto fra testimonianze orali e scritte (l’oralità, molto spesso, è terreno minato, se non incrociata col documento scritto, non neutrale neppure quello).
 
Il Novecento è un’età di grandi passioni e di grandi rivolgimenti: due guerra mondiali e la gente che si rialza come i giunchi di Torre, Isonzo, Iudrio, Versa e Bisunta. Proprio questo è il tema del libro, raccontato con vivacità e passione, con parole e immagini, da Ivaldi Calligaris. Operazione che nasce e muore nel localismo?
 
Basterebbe una foto dell’uomo col risciò e, parlando di risciò, si pensa a Cina e Giappone: tutti i nostri avventurosi prigionieri della grande guerra, quando toccarono quelle terre, si facevano immortalare sul trabiccolo a trazione umana. Allora ecco che si apre un mondo: la grande guerra, il passaggio dall’Impero di Austria-Ungheria al regno d’Italia.
 
E allora, dalle foto di guerra e dai testi, uno annusa odore di di bruciato: austriacante, Ivaldi Calligaris?
 
 
Austriacante, termine demenziale, che occhieggia ancora e, all’epoca, scagliato contro i nostri italiani e friulani, fedeli suddito dello stato austroungarico, la loro patria.
 
Quanto dolore, nella «liberazione» che nella Contea di Gorizia e Gradisca arrivò dall’Italia.
 
Inutile perdersi in polemiche, basta leggere il libro «Storie di Preti Isontini internati nel 1915» (di Camillo Medeot) per rendersene conto.
 
E la «liberazione» da parte di un nazionalismo esagerato, sospettoso e vendicativo, ci regalò il ventennio fascista con la gente (dalla fanciullezza) impagliacciata nelle divise, che Achille Starace fece indossare all’Italia, un’Italia fisica, orfana di cervello, che «fece crescere» la gente per mandarla in guerra, dopo averla educata fin al razzismo.
 
Salta fuori anche questo nelle foto del libro. Ma salta fuori anche il «panzon», il campanile incipollato di Romans, (dall’Ottocento, ad opera di un Urizzi e di un Pupin), punto di riferimento del territorio e delle anime: con la chiesa, segna le tappe della vita. Salta fuori lo scempio della centa e quello di palazzo Neèf. Ma nelle foto, in luoghi e persone, fino alle soglie dei giorni nostri, emerge l’anima della gente che nasce, che muore, che lotta per migliorare, che sogna, che prega, che studia, che lavora, che si diverte, che sbaglia e si riprende, che grida, che piange, che ride.
 
Si potrebbe continuare, in verbi ed espressioni, nel vibrare della vita attraverso i tempi. Tutto questo c’è nel libro di Ivaldi Calligaris e il presidente degli «Scussons» Germano Pupin può essere orgoglioso ancora una volta per un punto fermo raggiunto nel fluire variegato ed eterno del tempo. ◼
__________
 
IVALDI CALLIGARIS, ROMANS ’900 IMMAGINI DI VITA E DI LUOGHI IN UNA COMUNITÀ PAESANA, ROMANS D’ISONZO, ASSOCIAZIONE CULTURALE «I SCUSSONS», PP. 408, € 35.
data di pubblicazione: 31-05-2023
autore: Ferruccio Tassin | fonte: Nuova Iniziativa Isontina n.88 | tema: STORIA
tag redazionali
Friuli recensioni Romans d’Isonzo
ARTICOLI RECENTI

Ungaretti e la risemantizzazione del territorio dopo la Prima Guerra Mondiale, una serata a Redipuglia

“Intervista a Sergio”, il 18 giugno a Gorizia la proiezione dell’ultima intervista al professor Tavano

Lunedì 15 giugno il terzo e ultimo appuntamento degli “Storytelling d’autore”

Venerdì 12 giugno il secondo appuntamento degli “Storytelling d’autore”

“Storytelling d’autore”, le varie forme del racconto da Ungaretti ai giorni nostri


cookie_statistiche_val:::
ShinyStat_flag::: 0

► HOME
CHI SIAMO
► Storia, Finalità e Attività
► Direttivo
► Sostenitori
► Trasparenza
► ARCHIVIO PUBBLICAZIONI
ARTICOLI E DOCUMENTI
► Articoli e notizie
► Documenti, cataloghi, brochure
► GALLERIE FOTOGRAFICHE
► EVENTI
CONTATTI
► Comunica con noi
► Privacy policy
► Cookie Policy
SEGUICI SU

Nuova Iniziativa Isontina
Via Seminario n.7 - 34170 GORIZIA
00450070313
info@nuovainiziativaisontina.it

Leggi la nostra Privacy Policy e la nostra Cookie Policy

Preferenze sui cookie

Questo sito utilizza strumenti tecnici necessari. Solo con il tuo consenso può attivare i seguenti servizi esterni facoltativi: Google Maps, Facebook. Se chiudi con la × o scegli “Rifiuta tutti”, continuerai senza questi servizi.

Puoi modificare o revocare la scelta dalla Cookie Policy.

Servizi tecnici necessari: sempre attivi per il funzionamento del sito.