Gorizia, Palazzo Alvarez, Via Diaz, Solamente visitando questo palazzo possiamo iniziare a parlare di province. Non si tratta dell’amministrazione provinciale, situata fino al 2017 nel bel palazzo di Corso Italia, ma del sito che ospita l’Archivio storico provinciale.
In questo luogo, sconosciuto ai più, si cela una storia straordinaria e antichissima. Un patrimonio di documentazione che dice da solo quanto l’autonomia del nostro territorio sia profondamente radicata nella sua storia e sia di molti secoli più longeva della regione.
Pensiamo all’antica Contea di Gorizia e al suo organo di governo, ossia gli Stati provinciali: in questo caso le carte partono dal 1500 e comprendono anche la documentazione relativa alla vicina Contea di Gradisca. Successivamente si può trovare l’archivio relativo alla Dieta e alla Giunta della principesca Contea di Gorizia e Gradisca. Di Provincia si parlerà appena con l’annessione all’Italia nel 1918 sino alla sua rapida soppressione nel 1923.
L’ente verrà ricostituito nel 1927, privato dei mandamenti di Cervignano e Tarvi-sio che furono assegnati a Udine, mentre i distretti di Postumia e Sesana passarono a Trieste. Nel 1947, poi, la Provincia di Gorizia venne fortemente ridimensionata in seguito ai nuovi confini nazionali, perdendo tutto il settore settentrionale e orientale passato alla Jugoslavia, con la sola aggiunta di Monfalcone e del suo mandamento.
Il territorio provinciale dopo il 1947 risultò chiaramente impoverito e forzatamente ridotto: l’emblema di tutto ciò fu proprio la città capoluogo, che ne pagò le conseguenze: attorniata dal confine e privata del suo storico bacino, dovette subire anche un crescente confronto negli anni con la città industriale di Monfalcone, in forte espansione demografica.
In una fase politica in cui si invoca da più parti ad un ritorno delle Province, dopo il poco felice tentativo delle Uti, sarebbe auspicabile mettere in agenda un ripensamento del territorio goriziano. Nell’impossibilità di ridare a Gorizia le terre oggi in Slovenia, sarebbe doverosa la restituzione di Aquileia, Cervignano e tutto il suo mandamento, da sempre legato a Gorizia, allineando nuovamente il confine provinciale a quello diocesano. Un piccolo aggiustamento e una riparazione a uno “scippo” perpetrato ormai quasi cento anni fa e che da più parti si auspica che sia giunto il tempo di sanare. ◼