Il 2023 coincide con il 65.mo di fondazione del Centro studi economici politici e sociali “Sen. Antonio Rizzatti” e della rivista Iniziativa Isontina, il cui numero 1 uscirà nel 1959. Il Centro Studi, invece, si era costituito il 15 novembre del 1958, come si evince dal rogito del notaio Sardelli del 4 luglio 1980. L’atto fu firmato dallo storico Sergio Tavano, Giannino Ciuffarin e Celso Macor: essi, attraverso quel documento, resero di pubblica ragione l’esistenza del Centro Studi Rizzatti.
Il primo numero della rivista è dedicato al senatore Antonio Rizzatti, di cui portiamo il nome, e ad alcune tematiche del nostro territorio. 65 anni di attività e di rivista sono un importante traguardo.
Da allora sono cambiate tante cose. Se pensiamo al confine che non esiste più, non possiamo non fare memoria della grande festa alla Piazza della Transalpina per l’ingresso della Slovenia in Europa. Ma pensiamo anche alla collaborazione sempre più intensa tra i due Stati: ora le città sono unite, i giovani conoscono il confine solo dalla storia o dai racconti dei famigliari. L’ideale dell’Unione Europea, nonostante i limiti e alcune scelte partitiche, funziona.
Ma è anche cambiata la nostra società: si legge molto di meno, si seguono i social che talvolta trasmettono fake-news spacciandole per notizie vere e affidabili. Viviamo un presente che mette in crisi tutte le certezze, che si basa unicamente sul populismo, dove i veri valori sembrano essere persi, inclusi quelli religiosi, e troppe volte usati per meri interessi personali o politici.
Sorge spontanea la domanda: «Ma serviamo ancora? Abbiamo ancora un ruolo come Centro Studi e come rivista, nonostante le difficoltà anche economiche che incontriamo ogni giorno?».
Ma se scorriamo i nomi dei soci e di chi ha guidato il Centro e diretto la rivista nel corso di questi primi sessantacinque anni, vedremo che alcuni di essi hanno vissuto momenti importanti della storia della nostra città, l’hanno guidata e rappresentata al Parlamento, hanno avuto coraggio di dialogare con la politica d’oltre confine, hanno parlato al Bundenstag. Altri hanno guidato la politica locale e si sono impegnati in essa, altri hanno sostenuto la cultura locale, non possiamo non ricordarli e imparare da queste persone, ma anche fare dei loro insegnamenti un impegno per il futuro. Non basta fare memoria del passato. Bisogna sempre guardare avanti, chiedendosi come il Centro e la rivista, che sono stati strumenti di comunicazione tra generazioni a servizio del territorio, possano portare avanti quest’importante eredità nel prossimo futuro.
Come si sta trasformando il nostro territorio, come indurre nuove persone a venire o i giovani a rimanere, creando occasioni di lavoro e di proposte, recuperare la dimensione culturale, aprirsi tramite Go! 2025 a collaborazioni continue evitando che si tratti di una grande manifestazione vuota. Naturalmente viene da chiedersi come inserirsi in modo autonomo, visto che non siamo stati coinvolti in questo cammino. Abbiamo sperimentato in questi anni sinergie di lavoro con alcune istituzioni e associazioni: l’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei, l’Istituto di Storia Sociale e Religiosa, l’Associazione “Concordia et Pax”, il Centro tradizioni popolari di San Rocco, l’Associazione “Territorio-Libertà-Solidarietà”, consci che solo una sinergia comune permette di realizzare momenti di riflessione culturale.
Dobbiamo necessariamente riflettere, analizzare il presente anche con i suoi lati oscuri e non sempre chiari, non per rimpiangere tempi passati, che non torneranno, ma chiedendoci quale ruolo abbiamo ora e in quale modo possiamo tenere fede a questa grande eredità di tanti anni di attività e pubblicazione della rivista, edita dal Centro stesso.
Ringrazio coloro che da tanti anni ci sostengono e i nuovi abbonati – aumentati in questi due ultimi anni – che ci spingono ad andare avanti. Doveroso ringraziare anche il vicepresidente Roberto Martina per la sua costante vicinanza, che si è impegnato, in questi ultimi anni, non solo a creare la pagina Facebook del Centro, ma anche a seguire la costruzione del nuovo sito www.nuovainiziativaisontina.it. Grazie anche al segretario amministratore Franco Luciano – che da tanti anni segue tutta la parte burocratica, sempre più complicata –, ai consiglieri, al collegio dei revisori, agli storici collaboratori e ai nuovi, dal direttore al suo vice e alla nuova redazione, che hanno portato nuova linfa e stimoli alla rivista. Sicuramente alcuni di loro si impegneranno nel nuovo Direttivo, che andremo a eleggere nei prossimi mesi, a cui spetterà il compito di scelte nuove e importanti. Infine, non posso non ricordare ancora una volta lo storico direttore don Renzo Boscarol, per i tanti anni di impegno e sostegno alla rivista e alle attività del Centro Studi.
Il cammino continua, guardando avanti. Cercheremo di portare il nostro contributo di voce aperta e responsabile ai problemi della nostra terra, attenti alla nostra gente, sperimentando anche modalità nuove per comunicare.◼
L'autore è il presidente del Centro Studi “Sen. A. Rizzatti