Una tesi sperimentale basata sulla raccolta e l’analisi di dati al fine di verificare un’ipotesi o una teoria. È la sintesi del prodotto scritto dalla giovane dottoressa Serena Queirolo – 23enne di San Canzian d’Isonzo, lavora all’ufficio stampa al Comune di Monfalcone - che si è laureata in Relazioni pubbliche all’Università degli studi di Udine.
“Per sotto: istituzioni e social media nell’analisi della comunicazione di emergenza durante l’incendio boschivo sul Carso Isontino”: si intitola così la tesi presentata il 18 aprile 2023. Al centro dell’analisi, Queirolo ha posto il fenomeno della disintermediazione nella comunicazione e ce l’ha raccontato.
«All’inizio – racconta Serena – non avevo pensato a questo argomento. Dopo aver messo giù le prime righe, mi sono resa conto che avevo bisogno di trattare qualcosa di più profondo. Visto il periodo difficile vissuto a lavoro nel raccontare quotidianamente l’emergenza incendi dell’estate 2022 che hanno martoriato il nostro Carso dal 19 al 24 luglio, ho pensato alla Protezione civile e al suo ruolo nella gestione di quella situazione di pericolo».
Mentre parla, gli occhi di Serena esprimono tutta la passione e l’attenzione profuse per l’argomento che ha scelto di sviluppare. «Nella protezione Civile ho trovato una famiglia – dice orgogliosa – partendo dai volontari di casa, quelli di Monfalcone, coordinati da Andrea Olivetti che mi ha aiutato ad avere dei contatti con il dipartimento regionale dove ho conosciuto Nazareno Candotti e Nelly Zanette. Sono stata accolta nella sala operativa regionale a Palmanova. Lì ho fatto le interviste necessarie per la tesi e mi sono stati forniti i materiali di cui avevo bisogno per continuare il mio lavoro di ricerca».
Andiamo ora al corpo dell’elaborato. Dopo aver iniziato con una parte teorica basata su un approccio sociologico al tema, Serena mette “sotto la lente” social media, enti locali e istituzioni domandandosi quale sia lo strumento valido di comunicazione per i cittadini.
La disintermediazione è quindi un valore o una forzatura? Di certo si tratta di una comunicazione diretta rivolta al target di riferimento. È una “frontiera” valida? Efficace? Funziona? La laureanda ha preso in esame i media locali, i canali social degli enti, l’Agenzia regionale cronache, le “Facebook Live” e l’utilizzo dei “Visual” iniziando però con alcuni riferimenti alla comunicazione utilizzata durante la pandemia e durante la guerra tra Russia e Ucraina.
Dopo le premesse generali, la comunicazione d’emergenza utilizzata a Monfalcone e Gorizia diventa la protagonista delle pagine che sono finite davanti alla commissione d’esame. Un diario social narra il pericolo. L’analisi comparata si approfondisce e da essa emergono dati che interrogano chi legge sull’efficacia – o il contrario – di questo tipo di comunicazione. La prima parte del titolo di questo lavoro – “Per Sotto” – è una citazione che la candidata ha sentito pronunciare dal maresciallo della Guardia Forestale Regionale, Roberto Valenti durante le operazioni emergenziali. Allora, anche la comunicazione dei social media “si muove per sotto”? O si muove “in superficie” dando sempre risultati chiari?
Vengono presi in esame i Logbook Media, documenti che registrano eventi e attività. Si passa poi agli approfondimenti che riguardano la Pc. La tesi si presenta ricca di immagini, grafici e tabelle. Serena – attraverso la sua spiccata sensibilità umana – si sofferma sull’ “importanza del grazie” che la gente dice ai volontari sfiniti ed impegnati sul pericolosissimo fronte di fuoco.
«I nuovi media strappano l’esclusiva alle testate giornalistiche appropriandosi dell’informazione senza bisogno di mediazioni verso i cittadini» afferma convintamente Serena. I canali social di Pc, sindaci e Comune di Monfalcone, si presentano così direttamente al servizio del pubblico e risultano staccati dal mondo istituzionale. Essi riescono a essere i punti chiave informativi su salute pubblica, viabilità generale e sulla comunicazione condivisa tra i vari attori coinvolti.
L’autrice delinea anche i principali modelli comunicativi: una comunicazione giornaliera unica che caratterizza Gorizia, più “lanci” di aggiornamento da Monfalcone che stimolano ad una sorta di “giornalismo partecipativo” e una comunicazione essenziale, sintetica ma ricorrente come quella della Regione. Le immagini in primo piano divulgate dai social media, quasi non necessitano di ulteriori spiegazioni circostanziali. In molti casi lo storytelling prende il posto dell’informazione meramente testuale.
La personalizzazione e l’umanizzazione dell’informazione, l’attenzione all’utilizzo di toni materni e paterni delle autorità civili locali, alcune osservazioni personali e i sopralluoghi sul campo costituiscono ulteriori parti salienti della trattazione. Il focus sulle dirette social del sindaco Anna Maria Cisint incarna il tema portante della disintermediazione. Si prosegue con altre analisi: quelle dei Dati Insights ricavati dalla Business Suite delle giornate che vanno dal 17 al 25 luglio. Serena ha per esempio osservato che in quel periodo c’è stato un aumento generale – quasi del 340% - della metrica di copertura della pagina Facebook del primo cittadino di Monfalcone. Invece, sono cresciute di meno le visualizzazioni Instagram.
Evitare il silenzio, fidelizzare gli utenti, fornire informazioni che si completano. Sono i rilievi di questo lavoro che ha visto come relatrice la professoressa Francesca Capodanno. La dottoressa Queirolo sottolinea marcatamente che i media tradizionali forniscono notizie in maniera sensazionalistica, mentre i nuovi media delle istituzioni “si calano” sulle necessità effettive ed immediate dei cittadini. Un lavoro nato da entusiasmo e passione che sono espresse fino all’ultima delle 77 pagine della trattazione. Oltre all’ampiezza e alla validità delle analisi, spicca la profondità dei ringraziamenti. Ex nihilo nihil fit: un inno alla crescita. È la strada su cui continuare. Serena è la promessa per un nuovo giornalismo locale.
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Il Carso in fiamme durante gli incendi dell'estate del 2022. Foto Tibaldi

Un'altra immagine degli incendi del 2022. Foto di Lorenzo Campolongo