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HOME > Articoli e notizie:Il Centro, una presenza tra identità e futuro

Il Centro, una presenza tra identità e futuro

L'intervista a Vanni Feresin, consigliere, direttore della rivista Borc San Roc, presidente del 2022

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Vanni Feresin. Foto di Fabio Bergamasco
Vanni Feresin. Foto di Fabio Bergamasco
Com’è nato il Centro Tradizioni?
Rubo fin da subito le parole al compianto Renato Madriz: «Quella sera del 31 ottobre 1973 nello studio del notaio Giuseppe Sardelli si ritrovarono seduti alcuni rappresentanti del mondo contadino del Borgo di San Rocco che avevano appena lasciato il lavoro nei campi e nelle stalle – conclude Renato – varcata la soglia austera dello studio notarile, a loro inconsueto, avvertendo il disagio del luogo ma anche il rilievo della circostanza, attestavano con la dignità e la fierezza che erano loro prerogative, la nascita del Centro per le Tradizioni». Così ci ricorda Renato in due righe un mondo che pare lontanissimo ma che porta con sé un fascino e una saggezza uniche. Quegli uomini hanno segnato con la loro firma una parte importante della storia del nostro amato Borgo e infatti oggi siamo qui a celebrare un compleanno importante, i 50 anni dell’atto costitutivo del Centro per le Tradizioni che porta le firme di Evaristo Lutman, Luigi Nardin e Renato Madriz, mentre il primo consiglio direttivo era composto da Luigi Nardin presidente, Evaristo Lutman vicepresidente, Renato Madriz segretario, Sergio Codeglia, Mario Drossi, Aldo Sossou, Pietro Stacul. Tutte figure che hanno lasciato eredità morali e che sono state protagonisti nei loro ambiti di azione e che ricordiamo tutti con affetto e riconoscenza. Ma fra tutte mi si lasci dire che spicca colui che fu il motore immobile, l’ideatore dell’associazione, il nostro amato parroco don Ruggero che dal 1967 guida il gregge che gli è stato affidato con lo stesso vigore degli anni giovanili.

Molto è cambiato da quel lontano 1973, a partire dal Borgo stesso, che ora di contadino ha ben poco e la cui composizione demografica è molto variegata sia in termini di lavoro sia di provenienza. Ciò nonostante il Centro ha sempre saputo rinnovarsi e trasformarsi con iniziative culturali che, oltre alla Sagra, ne hanno allargato la conoscenza all'intero ambito cittadino, senza venir meno alla propria missione divulgativa delle proprie Tradizioni.


Quali aspetti hanno caratterizzato la sua attività nel tempo? 
In questi 50 anni si sono succeduti ben 25 consigli direttivi e 9 presidenti, sono state svolte 54 assemblee dei soci e oltre 500 consigli direttivi. Negli anni poi hanno collaborato centinaia di consiglieri e centinaia di volontari, nonché migliaia di soci hanno sostenuto convintamente in 50 anni l’associazione.

Molte sono state le fasi di formazione del sodalizio da una semplice associazione non riconosciuta divenne nel 1999 ONLUS e nel 2017 si trasformò in ODV con l’aggiunta di alcune attività di interesse generale con il prevalente ausilio di volontari associati: 1) l’Associazione organizza e gestisce attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale; 2) L’Associazione organizza e gestisce anche attività turistiche di interesse sociale, culturale e religioso. L’associazione può esercitare anche attività di raccolta fondi – attraverso la richiesta a terzi di donazioni, lasciti e contributi di natura non corrispettiva – al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale e nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico.

Potremmo elencare le attività che negli anni hanno dato sapore all’associazione e che ne testimoniano la vitalità:
  1. il sodalizio ha un’intensa collaborazione con varie altre associazioni locali per l’organizzazione del carnevale goriziano, sopratutto per quanto concerne la sfilata nelle vie cittadine e i «solenni funerali» di re Carnevale nel giorno del Mercoledì delle Ceneri;
     
  2. la festa di Pasqua diventa «la festa del Ritorno» per quanti negli anni si erano dispersi in città e altrove, proponendo la tradizione del pane benedetto e offrendo le «fule», il dolce antico della tradizione, e la cura della secolare processione del «Resurrexit» nelle vie principali del Borgo di San Rocco;
     
  3. la plurisecolare sagra patronale ritorna ad essere la festa di tutti e per tutti, con una partecipazione di volontari vecchi e giovani. Nei giorni di festa vengono organizzati anche degli incontri culturali sia storici sia enogastronomici con esperti del settore, nonché negli ultimi dieci anni vengono curate mostre monografiche di livello internazionale. Il giorno di San Rocco la comunità è invitata al pranzo comunitario con le autorità e gli invitati di riguardo tutti insieme;
     
  4. dal 1976 la rassegna internazionale di arte campanaria, denominata «Gara dai Scampanotadors», è un appuntamento fisso della prima domenica di sagra con la presenza di decine di squadre della Slovenia, del Goriziano e del Friuli storico, fin dal primo pomeriggio di possono ascoltare i «tocchi» e i «doppi» tipici della tradizione locale;
     
  5. la festa del Ringraziamento, tradizionale celebrazione del «grazie» della gente dei campi, si è impreziosita del grazie di ogni categoria produttiva, nel 2015 è stata ospitata nel Borgo la festa del Ringraziamento provinciale;
     
  6. dal 1973 si consegna il Premio San Rocco a una personalità o istituzione del mondo culturale, musicale, imprenditoriale, sportivo che hanno dato lustro alla città di Gorizia e al Borgo di San Rocco;
     
  7. dal 1989 si pubblica la rivista annuale «Borc San Roc» dove si raccolgono i contributi editoriali degli storici e dei ricercatori di maggiore rilievo della città di Gorizia e del Goriziano;
     
  8. dal 1973 si pubblica il periodico «Il Nostri Borc» con uno speciale di approfondimento storico che racconta la vita dell’associazione nei vari momenti dell’anno;
     
  9. da decenni si pubblicano monografie dedicate alle tradizioni locali, usi e consuetudini, personaggi, istituzioni locali;
     
  10. vengono promosse mostre storiche monografiche su personaggi, istituzioni o anniversari inerenti la città di Gorizia e il Borgo di San Rocco;
     
  11. si promuovono la lingua friulana e le parlate locali attraverso l’organizzazione di pomeriggi dedicati a rappresentazioni teatrali e a pubblicazioni tematiche e monografiche;
     
  12. dal 1980 si valorizza la lingua friulana con la pubblicazione del «Lunari pal». Ogni anno il calendario viene dedicato a un tema artistico, storico, musicale, gastronomico o di stretto legame con il Borgo di San Rocco;
     
  13. si mantengono stretti rapporti con le istituzioni cittadine, si collabora fattivamente con le associazioni locali e con le sedi universitarie presenti nel territorio del Borgo, destinando borse di studio a studenti universitari meritevoli;
     
  14. si mantengono ottimi rapporti di collaborazione con la scuola elementare locale «F. Rismondo» attraverso la cura dell’orto didattico;
     
  15. si promuovono gite culturali e ricreative per i soci e gli amici».


Come vede il futuro del Centro? 
Ognuno di noi porta con sé il proprio bagaglio di esperienze e di ricordi, ognuno ha trovato sintonia con alcune persone e con altre meno, ma credo di poter affermare che il Centro per le Tradizioni, proprio perché legato indissolubilmente alla parrocchia di San Rocco, sia stato sempre un luogo di incontro, di confronto, dove seppur nella diversità di opinioni ognuno ha potuto sempre esprimere il proprio pensiero. Certamente oggi è un giorno importante, un giorno in cui dobbiamo fare memoria e ringraziare i tanti che ci hanno preceduto e lavorato, alcuni si sono letteralmente spezzati la schiena e alcuni volontari ancora oggi a testa bassa continuano a offrire il loro tempo a favore della collettività, del borgo, dell’associazione e a loro va il plauso più grande.
 
Molto è cambiato da quel lontano 1973, a partire dal Borgo stesso, che ora di contadino ha ben poco e la cui composizione demografica è molto variegata

Come si è detto, molteplici volte il Centro però non può essere solo l’organizzazione della Sagra e, come si evince dall’elenco delle attività annuali che si perpetuano nei decenni, l’associazione è molto altro. Deve continuare nel solco segnato dalla storia e dalla sua esperienza, deve sempre più aprirsi al Goriziano e deve essere motore propositivo di incontro: le comunità, mai come in questo periodo storico, hanno bisogno di stare insieme in modo intelligente e questo deve essere un principio ispiratore, un coagulante. Tutto ciò richiede tempo, pazienza e volontà di ascolto. Auguro a me stesso e a chi sarà un giorno al mio posto di avere quella giusta saggezza contadina che ha fatto dell’associazione un punto di riferimento chiaro del territorio.
data di pubblicazione: 31-12-2023
autore: Salvatore Ferrara | fonte: Nuova Iniziativa Isontina n.90 | tema: PRIMO PIANO
tag redazionali
Borc San Roc Borgo San Rocco festa del Ringraziamento Premio San Rocco Vanni Feresin
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