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HOME > Articoli e notizie:Ungaretti e la risemantizzazione del territorio dopo la Prima Guerra Mondiale, una serata a Redipuglia

Ungaretti e la risemantizzazione del territorio dopo la Prima Guerra Mondiale, una serata a Redipuglia

A dialogare sul delicato tema della risemantizzazione della memoria nel Goriziano dopo la Prima guerra mondiale saranno il Soprintendente archivistico del Friuli Venezia Giulia, Luca Caburlotto, la storica Elena Menon e l'architetto e ricercatore Alessandro Morgera

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«NO, NO, NO! La morte è più semplice!». Giuseppe Ungaretti lo disse con decisione, il 21 maggio 1966, di fronte al Sacrario di Redipuglia. La sua era una reazione spontanea dettata dall’esperienza bellica di cinquant’anni prima. Per lui, era stato come un «rimetterli tutti in fila», parlando dei soldati tra i quali alcuni suoi commilitoni. E lui aveva parlato a coloro che lo accompagnavano, un drappello di politici e uomini di cultura di un Goriziano ancora scosso dagli anni della Seconda Guerra Mondiale, con quella calma unita alla fermezza tipica del poeta.
 
A ricordarlo era stato, nell’intervista realizzata il 28 gennaio 2025 da Ivan Bianchi e Vanni Feresin proprio per il medesimo progetto, il professor Sergio Tavano, ultimo ancora in vita, in quel periodo, che potesse ricordare gli eventi. Ungaretti visitò non solo Redipuglia ma anche il Monte San Michele in occasione del primo Incontro Culturale Mitteleuropeo dal titolo “La poesia oggi”.
 
Partendo da questa frase, il Centro studi politici economici e sociali “Sen. Antonio Rizzatti” vuole chiudere il progetto dedicato alla figura di Giuseppe Ungaretti ("Ungaretti, ritorno sul Carso: solo in mezzo ad altri uomini soli”) finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con il Bando regionale “L.R. 28 dicembre 2023, n. 16” in una serata, ospitata dalla suggestiva Dolina dei Bersaglieri” che riprende proprio la frase di Ungaretti: «NO, NO, NO! La morte è più semplice!». L’appuntamento è per sabato 27 giugno alle 19 in Dolina dei Bersaglieri.
 
A dialogare sul delicato tema della risemantizzazione della memoria nel Goriziano dopo la Prima guerra mondiale saranno il Soprintendente archivistico del Friuli Venezia Giulia, Luca Caburlotto, la storica Elena Menon e l'architetto e ricercatore Alessandro Morgera.
 
Luca Caburlotto (Padova 1966), soprintendente archivistico del Friuli Venezia Giulia - Ministero della Cultura, ha pubblicato studi in materia di arte veneta e di collezionismo fra Sette e Ottocento. Si interessa dell'uso strumentale della figura di Dante fra Risorgimento e irredentismo e della funzione politica dell’odonomastica. Ha curato mostre, tra le quali Il Crocifisso di Cividale e la scultura lignea nel Patriarcato di Aquileia al tempo di Pellegrino II (2014), e convegni, tra cui La conservazione dei monumenti a Trieste, in Istria e Dalmazia (1850-1950) (2020).
 
Elena Menon, 52 anni, dopo la maturità classica si è laureata in Storia Medievale all’Università di Trieste. Da sempre affascinata dalla storia della sua città di origine, Aquileia, ha fatto della sua passione il suo lavoro e così negli anni, collaborando con i più importanti enti locali, ha avuto l’opportunità di occuparsi dell’organizzazione di varie mostre di livello internazionale, di gestire la segreteria della storica rivista “Aquileia Nostra”, di partecipare con istituti prestigiosi anche alla progettazione e realizzazione di vari eventi culturali. Su incarico della Soprintendenza regionale ha rilevato e catalogato (pubblicandone una parte) gli antichi graffiti dei pellegrini, ancora visibili, conservati nella cripta della basilica aquileiese e successivamente le firme e i graffiti che i soldati della Grande Guerra hanno lasciato come segno di passaggio in luoghi e in edifici coinvolti dal conflitto. Grazie allo studio della storia e dell’evoluzione del cosiddetto “Cimitero degli Eroi”, iniziato già nel 2008, ha collaborato con tutti gli enti preposti alla progettazione e realizzazione del restauro del sito, avvenuto nel 2021 in occasione del Centenario del Milite Ignoto, continuando da allora a valorizzarlo attraverso svariate iniziative. Ora, sotto l’attenta guida del curatore Luca Caburlotto, ha pubblicato parte di quegli studi nell’importante compendio storico che si va a presentare.
 
Alessandro Morgera (Gorizia 1980) è laureato in architettura ed è docente nelle scuole superiori. Interessato alle relazioni tra arte, ideologie e memoria, ha pubblicato diversi saggi e articoli sull’architettura del Novecento, relativi in particolare al territorio carsico e isontino.
 
data di pubblicazione: 23-06-2026
autore: Ivan Bianchi | tema: PROGETTO UNGARETTI
tag redazionali
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  • «NO, NO, NO! La morte è più semplice!» (locandina)
    Ungaretti e la risemantizzazione del territorio dopo la Prima Guerra Mondiale, una serata a Redipuglia.
    L’appuntamento è per sabato 27 giugno alle 19 in Dolina dei Bersaglieri.
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