Sedici ragazzi, studenti dell’istituto professionale “D’Annunzio” di Gorizia e del polo tecnico e liceale con lingua di insegnamento slovena, hanno svolto il ruolo di staff operativo durante l’intero svolgimento del convegno.
Sulla base di apposite convenzioni tra ICM e le due scuole, nell’ambito del sistema di alternanaza Scuola-Lavoro, grazie all’interessamento e coinvolgimento attivo dei rispettivi insegnanti, si sono tenute tre riunioni di preparazione che hanno definito ruoli e compiti di ognuno, guidate dalla dott.ssa Martina Baldazzi, per conto di ICM. L’esperienza ha consentito anche una proficua e reciproca conoscenza di ragazzi e ragazze provenienti tra l’altro da oltre dieci Comuni diversi delle provincia di Gorizia e di Udine.
Nel corso del convegno, I ragazzi – dal tavolo dei relatori – hanno pubblicamente tratteggiato le caratteristiche storico-culturali di ciascuna sede ospitante e presentato i curricula dei relatori stessi, esprimendosi sia in italiano sia in sloveno.
Le presentazioni sono state frutto di specifiche ricerche sulla storia degli esperti intervenuti e dei luoghi.
L’approfondimento è stato condotto anche in vista della giornata di sabato, in merito ai luoghi visitati con l’autobus messo a disposizione da APT SpA, che ha fornito un prezioso ed apprezzato servizio logistico. Particolare interesse hanno registrato negli studenti come nei partecipanti il percorso culturale e turistico dei sabato, alla fine del convegno, il Sacrario di Oslavia ed il Cimitero “diviso” di Merna: per la gran parte di loro si è trattato di una autentica scoperta.
Durante il tragitto sono state descritte proprio dagli accompagnatori di ICM le principali esperienze sociali e culturali registrate sul confine adesso italo-sloveno: dal ponte in pietra di Salcano al piazzale della Transalpina, dal “sofferto” valico di S. Gabriele alle vicende legate al tracciamento del confine nel corso del 1947, dalla vista del monte Sabotino e degli altri colli legati alla prima Guerra Mondiale alla formazione della cosieddetta “frontiera più aperta d’Europa” grazie in particolare ai due Sindaci Martina e Strukelj negli anni ‘60.
Esattamente nel periodo in cui la rivista “Iniziativa Isontina” del Centro “Rizzatti”, fondato nel 1958, avviava gli Incontri Culturali Mitteleuropei che inizieranno nel 1966: ecco che, ad oltre 50 anni di distanza, si sta formando, sempre nel Goriziano, una innovativa ed esemplare progettualità istituzionale con il GECT, riconosciuto e finanziato dall’Unione Europea.
Un discorso ed un dialogo anche tra generazioni che si è poi prolungato e chiuso in un finale conviviale all’Agriturismo Brumat (il cosiddetto “da Pepon” alle casermette), dove anche il convegno ha trovato la sua conclusione con l’augurio di un arrivederci... al prossimo. ■