Il 22 gennaio 2024 ricorrerà il decimo anniversario della scomparsa di Michele Martina che nacque a San Pietro di Gorizia il 9 ottobre del 1926 e morì a Gorizia il 22 gennaio 2014. Fu una figura di spicco della Democrazia cristiana e della vita cittadina, un uomo che ha segnato profondamente la storia di Gorizia attraverso la sua lunga carriera politica e il suo fervente impegno culturale.
Iniziò in politica come vicesegretario provinciale della Dc nel 1954, assumendo successivamente ruoli chiave quali la direzione del giornale Il Popolo e la presidenza dell'Istituto autonomo case popolari – l’Iacp di Gorizia. Sindaco di Gorizia dal 1965 al 1974, dopo un mandato alla Camera dei deputati nella III Legislatura (1958-1963), fu successivamente eletto al Senato nella VI Legislatura, dal 1974 al 1976. Michele Martina si distinse particolarmente per il suo impegno nel superare le barriere poste dai confini internazionali, promuovendo con passione iniziative cruciali come il collegamento autostradale Villesse-Gorizia- Lubiana, oggi conosciuto come autostrada A34.
Rilevante fu pure la collaborazione e l’amicizia che Martina instaurò con il sindaco di Nova Gorica Jožko Štrukelj, con il quale iniziò a tracciare un rapporto di cooperazione che divenne sempre più stretto fra le due amministrazioni
Da sindaco di Gorizia lavorò attivamente per la distensione, collaborando con l’arcivescovo Pietro Cocolin, anche lui accorato sostenitore del dialogo, intessendo rapporti positivi con Nova Gorica e la Slovenia – all'epoca parte della Jugoslavia – per dare vita a quel percorso che intendeva innanzi tutto condurre Gorizia fuori dall’isolamento creatosi in seguito al secondo conflitto mondiale attraverso l'interpretazione del confine considerato non più come una barriera, bensì come una opportunità. Questa fu un’intuizione che di fatto oggi ha portato le due città, poste a cavallo del confine, a guadagnarsi congiuntamente il titolo di Capitale europea della Cultura 2025.
Un’occasione questa, che, se colta al meglio, visti anche i considerevoli finanziamenti erogati da entrambi gli Stati coinvolti, potrebbe portare ad un rilancio del nostro territorio con benefici rilevanti e duraturi. Rilevante fu pure la collaborazione e l’amicizia che Martina instaurò con il sindaco di Nova Gorica Jožko Štrukelj, con il quale iniziò a tracciare un rapporto di cooperazione che divenne sempre più stretto fra le due amministrazioni, soprattutto con riferimento all’area urbana delle due città, con l’affronto delle tematiche relative al commercio, alle acque di scolo del torrente Corno, lo sfruttamento delle acque dell’Isonzo, dei collegamenti ferroviari e dei valichi confinari.
Anche il contributo culturale di Michele Martina risulta altrettanto significativo. Sin dal lontano 1958 fu uno dei promotori del Centro di Studi "Senatore Antonio Rizzatti", editore di questa rivista, che tuttora prosegue nella sua lunga tradizione come Nuova Iniziativa Isontina. Nel 1966, assieme ad altri lungimiranti amici, fu il fondatore dell'Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei (Icm) presiedendolo per trent'anni e favorendo l'interazione e la collaborazione tra illustri rappresentanti della vita culturale dell'Europa Centrale. Nel 1966, durante il suo mandato come sindaco di Gorizia, fu promotore della realizzazione dello spettacolo teatrale "Gorizia 1916" – la maledetta e santa – che suscitò sì parecchie polemiche, ma che ottenne anche molti lusinghieri apprezzamenti, mediante la rappresentazione degli aspetti più crudi e drammatici della condizione dei soldati al fronte, prima volutamente lasciati nell'ombra.
Sin dal lontano 1958 fu uno dei promotori del Centro di Studi "Senatore Antonio Rizzatti", editore di questa rivista, che tuttora prosegue nella sua lunga tradizione come Nuova Iniziativa Isontina
Martina giocò anche un ruolo chiave nell'istituzione dell'Istituto di Sociologia Internazionale – l’Isig – nel 1968, testimoniando attivamente il suo impegno nel campo accademico. In seguito, nel 1987, assunse la guida del Consorzio per la promozione e lo sviluppo degli insegnamenti universitari, ora conosciuto come Consorzio per lo sviluppo del Polo universitario di Gorizia.
Il riconoscimento dei suoi sforzi è stato sottolineato con l’assegnazione alla sua persona di riconoscimenti come il “Premio San Rocco” ricevuto nel 1999 e il “Premio dei Santi Ilario e Taziano Città di Gorizia” del quale è stato insignito nel 2004. Il suo ricordo per lo straordinario contributo offerto alla città resta indelebile. ◼