logo desktop
logo mobile
logo desktop
logo mobile
HOME
CHI SIAMO
Storia, Finalità e Attività
Direttivo
Sostenitori
Trasparenza
ARCHIVIO PUBBLICAZIONI
ARTICOLI E DOCUMENTI
Articoli e notizie
Documenti, cataloghi, brochure
GALLERIE FOTOGRAFICHE
EVENTI
CONTATTI
Comunica con noi
La nostra newsletter
Privacy policy
Cookie Policy
  • HOME
  • CHI SIAMO
    • Storia, Finalità e Attività
    • Direttivo
    • Sostenitori
    • Trasparenza
  • ARCHIVIO PUBBLICAZIONI
  • ARTICOLI E DOCUMENTI
    • Articoli e notizie
    • Documenti, cataloghi, brochure
  • GALLERIE FOTOGRAFICHE
  • EVENTI
  • CONTATTI
    • Comunica con noi
    • La nostra newsletter
    • Privacy policy
    • Cookie Policy

LA RICERCA NON HA PRODOTTO RISULTATI
articoli documenti fotogallery video audio eventi archivio pubblicazioni
SELEZIONE CORRENTE
TAG=Carlo Michelstaedter
risultati: 2
RICERCA CORRENTE:
HOME > Articoli e notizie:Letterature a contatto

Letterature a contatto

Intervento di Ana Toroš

indice stampa

Assoc. Prof. Dr. Ana Toroš
Fakulteta za humanistiko - Facoltà di Studi umanistici Univerza v Novi Gorici - Università di Nova Gorica (Trad. Neva Zaghet)
 
Nel 1966, nella prefazione a La poesia, oggi (Incontro culturale Mitteleuropeo) Biagio Marin si espresse in questi termini:
"Qui a Gorizia nacque nel 1887, il poeta filosofo Carlo Michestaedter: qui fece i suoi studi ginnasiali il poeta sloveno Alojz Gradnik /.../ e, prima di lui, nello stesso ginnasio, che tutti noi frequentavamo, /.../ aveva studiato il poeta sloveno Simon Gregorčič." (Marin 1966: 29−30).
 
Fu più o meno nello stesso periodo, più precisamente nel 1960, che ad Alojz Gradnik, all’epoca residente a Lubiana, venne recapitata la lettera di un altro poeta, un po’ più giovane, di nome Aurelio Cantoni (Lelo Cjanton) e residente a Udine: nella missiva, il poeta friulano ringraziava Gradnik per la traduzione delle poesie in friulano pubblicate in quell’anno nella rivista slovena Naša sodobnost.
 
Cantoni concluse la lettera con i saluti in friulano, esprimendo allo stesso tempo un cruccio: "Mi avvedo ora che il fatto di non conoscere lo sloveno, cioè la lingua di un popolo confinante, costituisce per me una grande lacuna".
 
I due documenti, risalenti a mezzo secolo fa, svelano i contenuti di una letteratura al confine, quella plurilinguistica dell’epoca austroungarica. Inoltre, nella lettera di Cantoni, viene sottolineata l’importanza della competenza linguistica per accedere alla ricchezza letteraria della zona in questione. Gorizia e’ senza dubbio una delle città che allo studioso di letteratura richiedono la conoscenza delle lingue, poiché il suo universo letterario si esprime con l’uso di diversi strumenti linguistico-letterari.
 
Proprio questa attività letteraria plurilingue, spesso dimenticata, fa da fulcro ad EDUKA2, il progetto transfrontaliero fra la Slovenia e l’Italia che si è concluso ad aprile di quest’anno.
 
Il progetto ha visto la collaborazione di un gruppo di docenti, provenienti dalla Slovenia e dall’Italia, che insegnano nelle scuole dell’obbligo e negli istituti di secondo grado, insieme all’aiuto offerto dai collaboratori e dagli studenti di Umanistica presso l’Università di Nova Gorica e da persone impegnate nell’attività culturale delle zone interessate, che hanno collaborato con passione. Il risultato si è concretizzato in due volumi dedicati alla letteratura di confine e delle comunità di minoranza: la nostra speranza è che possano implementare e arricchire l’insegnamento della letteratura nella regione interessata dal progetto.
 
L’idea di raccogliere questo materiale si era delineata già nel corso delle mie lezioni sull’Attività letteraria in contatto, che presso la Facoltà di Studi umanistici dell’Ateneo di Nova Gorica e’ materia obbligatoria per gli studenti di slovenistica. Vale la pena ricordare che nei primissimi tempi degli studi di slovenistica a Nova Gorica al suo insegnamento si sono avvicendate personalità importanti della ricerca storico-letteraria, fra i quali la prof.ssa Lojzka Bratuž, che ci ha purtroppo lasciato da poco.
 
All’inizio della mia attività ho privilegiato soprattutto l’attività letteraria degli Sloveni in Italia. Forse si deve proprio ad Alojz Gradnik, ricordato all’inizio di questo scritto e la cui attività poetica e di traduttore è stata da me indagata per molti anni, lo spostamento dell’interesse dalla storia letteraria in chiave nazionale all’attività comparativistica che privilegia, invece, l’aspetto regionale della stessa.
 
Per questo motivo, sempre più ho attinto agli strumenti comparativistici per comprendere l’attività letteraria che in questa regione particolare si è espressa in lingue diverse privilegiando, in quest’ottica, gli incontri letterari fra sistemi letterari (nazionali) differenti.
 
Sempre più chiaramente comprendevo che la definizione di Gradnik come poeta "differente dagli altri" ha un senso solo nel contesto dell’attività letteraria della Slovenia centrale.
 
Quando, invece, la nostra analisi si sposta dal "centro letterario" (Lubiana) ai "margini letterari" ovvero all’intersezione di sistemi letterari differenti (Gorizia) e quando la poesia di Gradnik viene valutata attraverso l’esperienza letteraria di altri poeti suoi contemporanei, magari anche dei suoi compagni di scuola presso il ginnasio tedesco, ecco che Gradnik ci appare come »il letterato tipico« di questa regione. È questa la chiave che ci permette di accedere alla poesia di Gradnik sorta in ambito goriziano.
 
La svolta nella nostra attività di ricerca si è avuta quando abbiamo preso in esame tutta la regione e osservato da vicino la produzione letteraria in questa zona di intersezione.
 
Questo punto di vista ci permette, inoltre, di osservare questa attività letteraria nel suo aspetto più variopinto, quello plurilinguistico. Gorizia si delinea allora come una stella luminosa in Gradnik (nel sonetto Gorica II), ma il firmamento e’ presente anche nei versi di Sofronio Pocarini, contemporaneo di Gradnik (nella poesia Gorizia). "La tua anima è mite e tu sei silenziosa, gentile" si legge nell’apostrofe poetica di Janez Povše, poeta della generazione successiva (Pesem Gorici - Un canto per Gorizia), mentre Celso Macor, nella lirica Da ponta di chista mont, scrive "Da ponta di chista mont / di muart / jo ciali la vita di Gurissa" (Da questo monte / di morte / osservo la vita di Gorizia - trad. Neva Zaghet).
 
Ecco che si colorano anche i quartieri di Gorizia, le sue piazze, le vie e la natura circostante.
 
 
In piazza Vittoria - Travnik notiamo non solo le tracce letterarie lasciate dai poeti che scrivevano in sloveno, ad esempio Alojz Gradnik (Na Goriškem gradu) e Ljubka Šorli (20. maj v Gorici), ma scopriamo al contempo la tragica dimensione della poesia di Carlo R. Michelstaedter, autore di lingua italiana, che visse in un edificio che si affaccia sulla piazza: ad avvicinarlo al poeta Simon Gregorčič sono le liriche che entrambi dedicarono al fiume di Gorizia (All'Isonzo - Soči).
 
Gregorčič ha un suo spazio nel Giardino pubblico di Gorizia e di questo parco, all’epoca dell’Austria-Ungheria, scrisse Franz Xaver Zimmermann, docente di lettere classiche e di tedesco presso il ginnasio tedesco di Gorizia. Il suo racconto Mittagskonzert im Giardino Pubblico (Concerto di mezzogiorno nel Giardino pubblico) si conclude con l’immagine del poeta friulano Pietro Zorutti: "Und dann erst lächelt der alte Zorutti voll stiller Freude vor sich hin, dann, wenn das Mittagskonzert im Giardino schon längst zu Ende ist." (Il concerto di mezzogiorno nel Giardino pubblico era ormai finito da un pezzo quando il vecchio Zorutti sorrise di una gioia quieta; trad. Neva Zaghet).
 
La letteratura in lingua tedesca si manifesta anche seguendo Corso Verdi fino al Caffè Teatro, dove si svolge il romanzo Marietta. Ein Roman aus Görz (1918) di Ivo Volkmar, ambientato durante la Grande Guerra, evento che ha di fatto spento tutte queste varipointe sfumature linguistiche.
 
Oggi, tutta quella ricchezza letteraria viene da noi cercata con passione sotto la cenere del tempo, col desiderio di rivalutarla e comprendere in modo piu’ organico l’identità letteraria della regione e le vie della sua letteratura, ma soprattutto per conoscere un po’ meglio anche noi stessi.
 

Bibliografia:
Aurelio Cantoni: [Lettera a Gradnik, 28 dicembre 1960]. NUK, Rokopisni oddelek, Ms 1398, IV. Korespondenca.
 
Alojz Gradnik: Na Goriškem gradu. In: Zbrano delo II. A cura di Miran Hladnik et al., Ljubljana: DZS, 1986. 40.
 
Alojz Gradnik: Gorica II. In: Zbrano delo II. A cura di Miran Hladnik et al., Ljubljana: DZS, 1986. 51.
 
Simon Gregorčič: Soči. In: Zbrano delo I. A cura di France Koblar. Ljubljana: DZS, 1947. 65.
 
Celso Macor: Da ponta di chista mont. In: Ài samenât un ciamp di barburissis / Ho seminato un campo di fiordalisi. Gorizia: Biblioteca statale isontina, 2008. 103‒106.
Biagio Marin, 1966: Prolusione di Biagio Marin. In: La poesia oggi. Incontro culturale Mitteleuropeo. Atti e documentazione sul convegno. Gorizia 19-22 maggio 1966. 29-33.
 
Carlo Michelstaedter: All’Isonzo. In: Poesie. Bologna: Patron Editore, 1974. 108.
 
Sofronio Pocarini: Gorizia. Oscillazioni. Liriche. Milano: Pagine Blu (Gorizia: Lucchesi), 1931, [40].
 
Janez Povše: Pesem Gorici. In: Janez Povše: Pesmi ob poti. Gorica: Zadruga Goriška Mohorjeva, 2014. 78‒79.
 
Ljubka Šorli: 20. maj 1984 v Gorici. In: Ljubka Šorli: Pod obokom čarobnim. A cura di France Bernik. Trst: Založništvo tržaškega tiska, 1987. 45.
 
Franz Xaver Zimmermann: Mittagskonzert im Giardino Pubblico. In: Görz: Geschichte und Geschichten aus der Stadt, der Graffschaft und ihrem friaulischen Vorland. Klagenfurt: Druck und Verlag Joh. Leon sen, 1918. 69‒71.
 
[Ivo Volkmar]: Marietta. Ein roman aus Görz. Graz: Jos. A. Kienreich, 1918. 17‒21.
 
data di pubblicazione: 31-08-2019
fonte: Nuova Iniziativa Isontina n.80 | tema: PROGETTO ICM 2019
tag redazionali
Alojz Gradnik Ana Toroš Biagio Marin Carlo Michelstaedter EDUKA2 Gorizia Grande Guerra ICM Italia Ivo Volkmar Lojzka Bratuž Nova Gorica Pietro Zorutti Simon Gregorčič Slovenia Sofronio Pocarini
ARTICOLI RECENTI

Nuova data per ‘INTERNATI!’, lo spettacolo che racconta dei preti arrestati nel 1915 e reclusi in Italia

Tappa a Gradisca d’Isonzo per Nessi Perplessi, piccola mostra itinerante dedicata a Giuseppe Paolo Cecere per i 70 anni dalla nascita

Nuova data per ‘Internati!’, lo spettacolo che racconta dei preti arrestati nel 1915 e reclusi in Italia

NESSI PERPLESSI

Un seminario internazionale di canto medievale a Barbana con Katarina Livljanic


cookie_statistiche_val:::
ShinyStat_flag::: 0

► HOME
CHI SIAMO
► Storia, Finalità e Attività
► Direttivo
► Sostenitori
► Trasparenza
► ARCHIVIO PUBBLICAZIONI
ARTICOLI E DOCUMENTI
► Articoli e notizie
► Documenti, cataloghi, brochure
► GALLERIE FOTOGRAFICHE
► EVENTI
CONTATTI
► Comunica con noi
► La nostra newsletter
► Privacy policy
► Cookie Policy
SEGUICI SU

Nuova Iniziativa Isontina
Via Seminario n.7 - 34170 GORIZIA
00450070313
info@nuovainiziativaisontina.it

Leggi la nostra Privacy Policy e la nostra Cookie Policy
 
Questo sito NON utilizza cookie di profilazione. Previo consenso, si possono utilizzare plugin per condividere contenuti con social media e sistemi per le statistiche sugli accessi. Per approfondire leggi l'informativa Cookie Policy

  rifiuto accetto
tecnici: indispensabili per il corretto funzionamento del sito
funzionali: consentono di gestire funzioni di supporto per i contenuti del sito (visualizzazione mappe Google)
plugin social: utilizzati per condividere contenuti ()
plugin YouTube: utilizzato per la visualizzaione dei filmati
statistiche accessi: