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HOME > Articoli e notizie:Il declino di Gorizia: aspetti economici e demografici

Il declino di Gorizia: aspetti economici e demografici

Un'approfondita analisi socio economica

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PREMESSA
La finalità dell’articolo è quella di analizzare una serie di elementi di natura socio/economica che caratterizzano la città di Gorizia e che ne delineano un progressivo declino. Verranno pertanto presi in considerazione alcuni aspetti relativi all’andamento demografico e all’economia del territorio (1) in un intervallo di tempo coerente con la necessità di apprezzare il trend che caratterizza la città.
 

L’ANDAMENTO DEMOGRAFICO
Partendo dagli anni ‘50, dopo aver toccato un picco nel 1970 (43.918 abitanti), la popolazione della città di Gorizia è costantemente diminuita nel tempo, con una particolare accentuazione dal 2004, anno in cui incomincia un’ulteriore decrescita che nel 2018 porterà il totale complessivo a poco più di 34.000 abitanti. La differenza tra il valore del 1970 e quello del 2018 (34.336 abitanti) è particolarmente significativa e pari ad un – 21,8%.
 
Grafico 1: andamento demografico della popolazione residente nel  comune di Gorizia dal 2001 al 2018.



Volendo effettuare un raffronto con l’ambito provinciale, possiamo notare che nel periodo 2001-2018 la popolazione di quest’ultimo è al contrario aumentata, nonostante
l’incidenza negativa della città capoluogo che contribuisce al dato complessivo per circa il 25%. Più in dettaglio la popolazione provinciale cresce fino agli anni 2009/2010 (oltrepassando le 142.000 unità), per poi flettere in misura meno significativa rispetto al capoluogo negli anni seguenti.

 
Grafico 2: andamento demografico della popolazione residente nella  provincia di Gorizia dal 2001 al 2018



La distribuzione per fasce di età consente di approfondire ulteriormente le caratteristiche della popolazione, anche ai fini di una valutazione sulle future dinamiche socio/economiche.
La tabella sottostante evidenzia la variazione della composizione percentuale delle principali fasce di età nel periodo 2008-2018 per il comune di Gorizia e l’intera provincia.
 
Tav. n°1: Distribuzione della  popolazione per fasce di età
Fonte: elaborazione su dati Istat.
Per quanto concerne il comune di Gorizia, ciò che colpisce è la crescita della prima fascia (dal 14,7 al 15,5%) a cui corrisponde una netta diminuzione degli abitanti compresi nell’intervallo 20-34 anni (dal 16,2 al 13,6%).
 
In realtà, considerando i valori assoluti, il numero di abitanti nella prima fascia di età è rimasto sostanzialmente stabile (5.323 nel 2008, 5328 nel 2018) mentre si è considerevolmente ridotta l’entità degli abitanti nella successiva, quella compresa tra i 20 e 34 anni, il cui valore passa infatti da 5.866 abitanti del 2008 a 4.648 del 2018 (- 20,7%) (2). Il dato è particolarmente significativo considerando che è proprio questa fascia di età a rappresentare i giovani che stanno entrando o entreranno nel mercato del lavoro ed è quindi a questa fascia di età che corrisponderà, nel futuro, la maggiore propensione al consumo di beni mobili e immobili e la conseguente domanda di beni e servizi sul territorio. Si tratta quindi di quella parte della popolazione a cui è affidata, in misura sostanziosa, la futura crescita dell’economia cittadina. Si tenga inoltre presente che sempre in questa fascia di età va individuata la futura classe dirigente e imprenditoriale della città. La forte flessione nell’arco di un decennio non può che essere attribuita, almeno in buona parte, ad una perdita di attrattività della città in termini di opportunità lavorative, che ha indotto molti giovani a ricercare altrove le stesse cambiando conseguentemente la residenza. Sono del tutto evidenti le conseguenze attuali e prospettiche che questo fenomeno determina sull’economia del territorio.
 
La dinamica rappresentata viene sostanzialmente confermata anche a livello provinciale. Per la fascia più giovane di età aumenta infatti il numero di abitanti, sia in valore assoluto (da 22.374 a 22.647), che in percentuale (dal 15,7 al 16,2%) mentre si assiste ad una sostanziale riduzione di individui nella fascia di età compresa tra i 20 e 34 anni, sia in termini assoluti (da 22.537 a 18.544; -17,7%), che relativi (dal 16 al 13,3%). La decrescita considerata è tuttavia meno consistente rispetto a quella del solo comune di Gorizia.

Per quanto concerne le rimanenti fasce di età dettagliate nella tabella, sia Gorizia che l’intera provincia esprimono valori in diminuzione per la componente compresa fra i 35 e i 64 anni età, componente anch’essa particolarmente importante sotto il profilo della domanda di beni e servizi e quindi dei consumi sul territorio. Un ultimo elemento piuttosto evidente riguarda la forte crescita di individui di età superiore ai 65 anni, componente che va ad impattare in maniera molto significativa sulla domanda di servizi ospedalieri e di assistenza in generale, generando anche un consistente fabbisogno di risorse pubbliche da destinare al welfare. Per Gorizia il numero di abitanti considerati passa da 9.278 del 2008 a 9.574 del 2018, segnando una crescita del 3,1% a fronte di una diminuzione complessiva della popolazione del 4,7% (3); per il resto della provincia il fenomeno è ancora più accentuato; si passa infatti da 34.481 abitanti del 2008 ai 37.182 del 2018 (+7,9%) a fronte di una diminuzione globale della popolazione dell’1,8%.
 

L’ANDAMENTO DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE
Un ulteriore fattore di rilievo per valutare lo stato di salute della città sotto il profilo economico si può evincere dalla tavola n° 2, che riporta la distribuzione totale delle imprese insediate in Gorizia e la loro consistenza numerica nel periodo 2008/2018, un intervallo di tempo particolarmente significativo in quanto influenzato dalle conseguenze della più grave crisi economica che ha colpito il nostro paese dal dopoguerra.
 
Tav. n°2, 3, 4: Comune di  Gorizia: unità locali registrate per settori di  attività economica.






Nel periodo considerato, il numero di imprese insediate nel comune di Gorizia si riduce complessivamente di 398 unità (-10,2%), investendo le principali branche in cui è suddivisa l’attività economica. Nel settore agricolo, che pesa per circa il 5% del totale delle imprese comunali, la riduzione riguarda quasi un terzo delle attività. Cospicua è anche la diminuzione delle imprese che svolgono attività manifatturiere (-29,8%); parimenti il segmento delle costruzioni, sommato a quello delle attività immobiliari, segnala una flessione di 314 unità, pari ad un terzo del valore del 2008. Il settore commerciale, che costituisce la spina dorsale delle attività economiche cittadine rappresentando (nel 2008) il 34% del totale, si riduce di 283 unità (-21,3%), così come il settore dei trasporti, elemento caratterizzante l’economia goriziana del dopoguerra, che diminuisce la propria presenza di 75 unità (-30,5%). In crescita risulta invece il settore della ristorazione (+56 unità pari al 17,7%) e, in generale, delle imprese legate all’erogazione di servizi sanitari, di assistenza sociale, di intrattenimento e sportivi.
 
Il quadro che scaturisce da questa analisi esprime un impoverimento del tessuto imprenditoriale goriziano, dovuto non tanto alla scomparsa di imprese marginali, in particolare riferite al settore agricolo, quanto soprattutto alla perdita di quasi un terzo della sua capacità manifatturiera, che, a sua volta, ha ridotto anche l’indotto relativo ai servizi legati all’impresa stessa. La ricerca di nuove opportunità imprenditoriali si è indirizzata verso l’attività di ristorazione, in particolare i bar. Una parte di coloro che sono rimasti senza lavoro nel campo dell’edilizia ha avviato una attività autonoma, mentre il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, con le conseguenti esigenze, è stato intercettato da una serie di nuovi imprenditori che hanno intrapreso un’attività nel campo dei servizi legati alla salute e all’assistenza sociale.
 
In definitiva, la crisi economica ha prodotto una consistente diminuzione delle imprese in gran parte legata ai quattro principali settori (agricoltura, attività manifatturiera, costruzioni e commercio); per contro si ravvisa una crescita in altri rami, che manifestano però un minor valore aggiunto (ambito della ristorazione e dei servizi sanitari e di assistenza alla persona) e un minor utilizzo di dipendenti, il che spiega ulteriormente la “fuga” di cittadini compresi nella fascia di età in cui tipicamente prende avvio l’attività lavorativa.
 
LA PRESENZA DEL SISTEMA BANCARIO
Il quadro delineato, in termini di regressione delle attività economiche che insistono sul territorio comunale, trova una conferma nell’atteggiamento adottato dal mondo finanziario, in particolare dalle banche, entità che tipicamente “assorbono” le risultanze dell’economia locale e agiscono di conseguenza. Sotto questo profilo risulta significativo il fatto che il numero di sportelli bancari insediati in Gorizia si riduce da 25 (nel 2008) a 16 (nel 2018; -36%). Si tratta certamente di un fenomeno ravvisabile per l’intero territorio nazionale ma che presenta una consistenza quantitativa più ampia per il nostro comune. La flessione in commento è dovuta in gran parte al disimpegno delle maggiori banche a livello nazionale (se consideriamo che l’allora Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, ora Banca Intesa, ha chiuso 6 sportelli, Unicredit uno), cui si aggiunge un parziale ritiro da parte di banche popolari e di credito cooperativo. Il fenomeno evidenziato trova una parziale giustificazione anche nell’insieme delle fusioni e aggregazioni che hanno caratterizzato il settore bancario nel periodo considerato ma non si può sottacere il fatto che la riduzione della presenza operativa su un territorio è conseguenza di analisi sulle prospettive economiche attuali e prospettiche dello stesso, che, per quanto riguarda Gorizia, non paiono evidentemente positive.
 
IL REDDITO PERCEPITO DAGLI ABITANTI
Un’ultima vista sull’andamento economico del comune di Gorizia investe la dichiarazione dei redditi dell’ultimo quinquennio, distinta a seconda della tipologia di percettore.
 
Tav. n° 5: Distribuzione delle  dichiarazioni dei redditi IRPEF per numero e media importo dichiarato.
Fonte: elaborazione su dati del MEF -  Dipartimento delle Finanze.


 
Fra gli elementi più interessanti ricavabili dalla lettura della tabella vi è la significativa diminuzione dei percettori di reddito da attività imprenditoriale, che per Gorizia è del 27,5% (-23,5% per la provincia nel complesso), a cui si contrappone però una crescita dell’importo medio dichiarato. Anche per questa via si conferma pertanto l’impoverimento in termini di soggetti dediti all’attività imprenditoriale, che viene parzialmente compensato da una crescita del reddito percepito, la cui consistenza però non può che essere definita lieve, sia in termini assoluti (+3,5% circa annui), sia per il fatto che la seconda parte del quinquennio è stata comunque caratterizzata da una ripresa dell’attività economica, seppur minimale. Analoghe considerazioni possono essere spese anche per i redditi da lavoro autonomo; ad una diminuzione quantitativa dei dichiaranti del 20% circa si contrappone una crescita dell’importo percepito di poco più del 12%. Meno consistente risulta la flessione dei percettori di reddito da pensione (-12%), che accrescono comunque anch’essi nel tempo il reddito (+13% circa). Sostanzialmente stabile è il numero di percettori di reddito da lavoro dipendente, a cui corrisponde una flessione, seppure molto limitata, del reddito corrispondente. C’è da notare che il dato provinciale è in netta controtendenza per il numero di dichiaranti (+6,1%), elemento questo che mette in luce una sostanziale stazionarietà del mercato del lavoro dipendente per la città capoluogo a fronte di un maggior dinamismo per la provincia nel complesso.
 
Anche gli ultimi dati proposti confermano il quadro delineato nelle considerazioni precedenti, che vedono un progressivo impoverimento dell’economia di Gorizia a causa di una minor presenza di attività imprenditoriali e di lavoro autonomo, che si riflette negativamente anche nel campo del lavoro dipendente. La minore quantità di reddito percepito complessivamente evidenziata dalle varie categorie incide poi sui consumi e quindi sulla domanda di beni e servizi offerti dai vari operatori economici del territorio, creando pertanto un circolo vizioso che influenza gli assetti economici complessivi.
 

CONCLUSIONI
L’analisi svolta ha evidenziato che Gorizia soffre di alcune carenze, quali una diminuzione sostanziosa del numero di abitanti, in particolare nelle fasce di età più sensibili per la crescita prospettica dell’economia comunale, una flessione delle attività economiche, anche in termini di produzione di valore aggiunto e di opportunità occupazionali, una riduzione del numero di percettori di reddito. Tali fattori hanno innescato un circolo vizioso che la rende sempre meno attrattiva dal punto di vista della domanda di beni e servizi da soddisfare da parte dei vari operatori economici e di offerta di opportunità di lavoro. L’analisi temporale ha evidenziato il fatto che questa situazione sta assumendo caratteri strutturali e richiede pertanto una risposta efficace e non più rinviabile da parte della classe dirigente della città.■
 
 

 
Note
  1. La limitata presenza di dati che riguardano specificatamente l’ambito comunale circoscrive l’ampiezza dell’analisi.
     
  2. Il fenomeno evidenziato è testimoniato anche dalla riduzione della quota percentuale di abitanti fino a 34 anni, che era pari al 30,9% della popolazione nel 2008 e scende al 29,1% nel 2018 (31,9% per la provincia).
     
  3. L’indice di vecchiaia, pari a 228,1, è fra i più alti in Italia.
 
 
 
data di pubblicazione: 30-04-2020
autore: Renato Vizzari | fonte: Nuova Iniziativa Isontina n.82 | tema: TERRITORIO
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