Il Centro Studi “Rizzatti”, insieme a “nuova Iniziativa Isontina” ed il “Forum za Gorisko” di Nova Gorica hanno organizzato l’unico evento a ricordo ed in proiezione futura della giornata dell’ingresso della Slovenia (assieme ad altre sei Nazioni) nell’Unione Europea.
Nessuna Istituzione Pubblica e nessun altro organismo avevano organizzato seppur solo una iniziativa minimale, anche se l’evento era stato il sogno (e l’impegno severo e faticoso) di grandi personalità e di tante genti, per decenni. La serata si è svolta con buona partecipazione di cittadini e di rappresentanti Istituzionali di entrambi i Paesi che hanno accolto l’invito dei promotori e di altri otto organismi culturali e di ricerca del Goriziano (ISIG, con preziosa collaborazione organizzativa, SKGK, SSO, ICM, LTS oltre ad alcune che hanno potuto aderire successivamente: Kulturni Dom, Kulturni Center “Bratuz”, Forum Cultura di Gorizia e Concordia et Pax.
Sono stati presenti all’intera manifestazione il Prefetto di Gorizia, dott. Zappalorto, parlamentari italiani (Brandolin e Blazina) e sloveni (Horvat); rappresentanti della Giunta (assessore Torrenti) e del Consiglio (vicepresidente Gabrovec) della Regione Friuli Venezia Giulia; il presidente della Provincia Gherghetta, il Sindaco di Gorizia Romoli e, per Nova Gorica, Thomas Vuga; l’ex Sindaco di dieci anni fa, Brancati e (per l’omologo Brulc) il vicesindaco Miska.
Il capo redazione de “Il Piccolo” di Gorizia Roberto Covaz ha condotto le interviste ad ognuno dei sopra elencati rappresentanti delle Istituzioni, mentre specifici servizi sono stati svolti e forniti dalla RAI del Friuli Venezia Giulia, dalla TV nazionale slovena di Lubiana e da TV e Radio Capodistria.
Demetrio Volcic ha svolto importanti considerazioni conclusive, con un intervento che ha ricondotto tutti alla necessaria attenzione verso il contesto internazionale attuale ed alla essenziale opera di pacificazione che anche le piccole realtà “periferiche” possono e debbono svolgere.
Infine, Romano Prodi ci ha onorato di una lunga lettera con la quale ha voluto ribadire l’importanza dell’evento goriziano di dieci anni fa e la sua attualità nella difficile opera di integrazione europea. Il giovane Samuel Zavadlav, che ha suonato con il suo violino l’Inno alla Gioia di Beethoven e due giovani mamme goriziane, una di Sempeter ed una di Gorizia, hanno concluso l’evento con un accorato appello a far seguire finalmente fatti concreti alle troppe promesse e proclami senza seguito: dalla sanità alla cultura, dall’ambiente all’Università, dalle infrastrutture ai servizi.
È stato proiettato uno stralcio del video del 30 aprile e primo maggio del 2014, comprendente anche la concelebrazione alla cappella della Castagnavizza dei due Vescovi di Gorizia e di Capodistria, De Antoni e Pirih, proprio mentre poco prima l’Arcivescovo mons. Redaelli guidava un gruppo di giovani in preghiera dalla Parrocchia di via Montesanto fino al Convento sullo storico colle goriziano, con sosta attorno al mosaico circolare che segna la nuova frontiera del confine di Stato.
Faremo buon uso di questa partecipazione e delle indicazioni ricevute che riproporremo in un convegno internazionale in autunno per formulare anche proposte concrete, non per marcare diversità, ma per unificarle in funzione dell’interesse comune; sarà imperniato sui progetti della “città comune” a partire dai sogni di Martina e Strukelj fino a toccare nel vivo l’attualità e quindi il futuro.