Alcuni anni fa Gorizia si è classificata al terzo posto nella graduatoria delle città in cui si legge di più, ottenendo un contributo di 30.000 euro per progetti legati alla lettura. Dopo quel momento felice, ci è venuta la curiosità di scoprire se il riconoscimento trova riscontro anche oggi. Pare di sì, dal momento che il Ministero della cultura ha annoverato, per il biennio 2025-2026, la nostra città fra quelle dove si legge di più. Questo ci conforta molto, dandoci motivi di ben sperare sul piano della formazione intellettuale, in controtendenza con il decadimento culturale ormai, ahimè, generalizzato.
In una società che vede la diffusione sempre più capillare dei social, che non favoriscono il lento soffermarsi su testi lunghi oltre le poche frasi, viene da chiedersi se le persone, soprattutto quelle più giovani, siano ancora attratte dai libri e provino gusto nel leggere. È cambiata sostanzialmente la scena, se osserviamo come la gente tiene occupati i tempi morti dell’attesa. Sui mezzi pubblici delle grandi città, dove i tragitti sono lunghi e richiedono del tempo, era abitudine di molti immergersi nella lettura, ma oggi vediamo la stragrande maggioranza dei passeggeri trastullarsi con i telefonini. Nella nostra città, dove il trasporto pubblico è frequentato pochissimo, forse il miglior punto di osservazione sono le sale d’aspetto degli ambulatori medici. Anche qui, lo scenario è lo stesso. Chi impegnato in una chat, chi immerso in un gioco, chi interessato alle notizie. Di libri neanche l’ombra.
Stando così le cose, ci siamo chiesti se il buon piazzamento di Gorizia nella classifica nazionale delle città che leggono corrisponda al vero. Nessuno meglio dei librai può darci una risposta. Abbiamo quindi preparato alcune domande da sottoporre a chi trascorre le sue giornate in mezzo ai libri assecondando la clientela.
Alla domanda Si può definire Gorizia una città che legge? La risposta è univoca: la nostra città è sicuramente amante della lettura, visto il buon numero di librerie rapportato alla popolazione. Inoltre, non mancano iniziative di promozione alla lettura.
Abbiamo poi chiesto: Che genere di letture preferiscono i suoi clienti? e per certi versi la risposta si diversifica secondo la tipologia delle librerie. Infatti, la Faidutti è specializzata in libri per bambini e ragazzi e propone soprattutto libri illustrati e letteratura per adolescenti, che gradiscono romanzi e gialli in particolare. I gialli sono un genere che tira su tutto il mercato librario, che conta anche su libri più impegnativi, come il romanzo storico e la saggistica. Anche la storia locale è specialmente richiesta dai clienti della libreria Voltapagina. Alla Leg vanno bene tutti i generi, impegnativi o meno, compresi i manga, mentre alla Ubik vanno molto i generi popolari, anche se i titolari cercano di indirizzare i clienti nella scelta e questo anticipa la domanda successiva: Hanno gusti precisi o si affidano ai suoi consigli?, da cui emerge sostanzialmente una buona fiducia della clientela nell’esperienza dei librai, anche se molte persone hanno le idee chiare su quello che vogliono acquistare.
Curiosi di sapere da chi è costituito il pubblico dei lettori, abbiamo posto la domanda: Qual è la fascia di età che legge di più?, che vede clienti giovanissimi, fino ai 10-12 anni rivolgersi alla Faidutti e alla Volta-pagina, mentre la maggioranza dei lettori adulti ha 40 anni e oltre. In generale manca all’appello la compagine degli adolescenti e dei giovani, il che sembra avvalorare l’opinione comune che abbiamo voluto verificare chiedendo conferma con la domanda: Si pensa che i giovani non amino leggere, lei pensa che sia vero?
Le risposte smentiscono in parte questo giudizio, in quanto pare che i giovani si lascino invogliare alla lettura, se vengono proposti testi coinvolgenti, accattivanti, adatti a una generazione avvezza soprattutto ai linguaggi frammentati e veloci dei social.
Coltivare la lettura dovrebbe far parte dell’esperienza quotidiana di ogni persona, garantendo l’arricchimento culturale, oltre che linguistico, dando la possibilità di aprire la mente a orizzonti sconfinati. Questo fa pensare a qualcuno che ci sia una soglia minima di pagine che si dovrebbe leggere annualmente. Naturalmente non la possiamo definire, leggere dev’essere un piacere e non un obbligo. Ma chi può rientrare nel novero dei lettori abituali? Sono sufficienti 5 o 6 libri all’anno per essere considerati dei discreti lettori? Come gli addetti ai lavori possono incentivare la lettura? Dalle risposte ricevute la cosa migliore è di organizzare presentazioni di libri e incontri con gli autori. Gorizia sembra gradire le iniziative di questo genere, sempre molto partecipate. Rimane comunque difficile coinvolgere una larga parte dei giovani, poco abituati a leggere, se non testi brevi e illustrati, che danno l’impressione che i gusti dei giovani lettori siano profondamente cambiati, mentre dalla rilevazione effettuata pare che le persone adulte mantengano le stesse preferenze verso i titoli di cui si parla e comunque prediligano una buona scrittura. Per invitare i ragazzi nel mondo meraviglioso della lettura, conviene innanzitutto che già dalla prima infanzia si abituino a familiarizzare con i libri. In questa fase il ruolo della famiglia e della scuola è fondamentale, mentre crescendo diventa importante il confronto con i coetanei e i social. Se gli strumenti di comunicazione diventano veicoli di cultura e non di pseudocultura o peggio, allora possono essere importanti nel processo di fidelizzazione dei giovani lettori, che diventeranno curiosi consumatori di testi scritti.
In questa breve disamina della situazione della lettura nella nostra città, non si può non raccontare un’iniziativa che da diversi anni ormai avvicina i più giovani ai testi scritti. Parliamo del progetto Librilliamo, che da diversi anni vede impegnati studenti di scuola superiore e universitari nella coinvolgente proposta di leggere ad alta voce testi e libri illustrati a bambini dall’età prescolare fino alla primaria, con laboratori nelle scuole ma non solo, anche in biblioteche, piazze e ospedali. Se inizialmente l’attività era spontanea e in certo modo improvvisata, via via si è vista la necessità di formare i volontari nella tecnica della lettura a voce alta, con particolare attenzione alla dizione, all’espressività e alla respirazione. Come spesso accade quando si svolge un’attività di volontariato, si crea un circuito positivo che fa bene non solo a chi riceve, ma anche a chi dà. Dalle testimonianze raccolte, mettersi in gioco in questo progetto ha avuto una ricaduta positiva sulla crescita personale dei liceali che hanno aderito. Nel tempo l’attività è cresciuta e trova sbocco in un festival, che quest’anno ha come titolo “Respiro”. Nell’anno di Go! 2025, è significativa la partecipazione di alcune scuole e istituzioni di Nova Gorica, a suggellare il comune obiettivo di promuovere la cultura senza confini, e in questo la lettura è un cardine fondamentale. ■